Il Tirreno

l’indagine di Legambiente 

Ambientalisti preoccupati per le perdite d’acqua e il consumo del suolo

Ivan Zambelli
Ambientalisti preoccupati per le perdite d’acqua e il consumo del suolo

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massa. Che le cose a Massa non vadano bene lo sa da almeno 15 anni Paolo Panni, storico presidente di Legambiente Massa, contattato per il 28esimo rapporto Ecosistema urbano. Da questo rapporto è emerso che pure per questa edizione la città si è classificata agli ultimi posti, in una serie di classifiche che analizzano i capoluoghi di provincia dal punto realtivamente a ambiente, aria, rifiuti, acqua e mobilità: 98esima su 105 per l’esattezza, prima in Italia per produzione pro capite di rifiuti, 756 kg l’anno per abitante.

«È evidente che ci sono grosse criticità, c’è tanto da lavorare». Il riferimento è alla produzione di rifiuti, seppur condizionata dalle presenze estive, e alla bassa percentuale di differenziata; ma un altro neo evidenziato dall’ex presidente è la dispersione della rete idrica al 58, 4%. «Vuol dire proprio questo: solo una parte dell’acqua nella rete esce dal rubinetto. È un dato che non può essere accettato». Eppure, tra tanti segni meno c’è una virtù dei massesi, il consumo d’acqua. Circa 122 litri al giorno per abitante, metà della media nazionale (220 litri) e pure sotto la media europea (160). «Siamo abbastanza virtuosi. 122 è un buon risultato, che dimostra una certa attenzione». Le belle notizie sono già finite. C’è ad esempio il parametro del verde urbano (salito da 95 a 82 in classifica): dal parco vero e proprio fino al manto erboso sulle rotonde. «Può darsi che mi sbagli, ma non mi sembra che sia così tragica la situazione. Ma bisogna gestirlo meglio. La quantità c’è, è la qualità che manca». Vengono poi a mancare gli alberi nelle aree pubbliche, 4 in meno ogni 100 abitanti, e quindi scendiamo dal 20esimo al 34esimo posto. «Su questo non so come sia stato fornito il dato, ma ultimamente qualche albero importante si è perso; noi eravamo legati alla stazione, o ai pini della via Aurelia, che sono venuti giù ma non sono stati sostituiti. Non penso siano però questi che influiscono sul dato». Peggiora l’Uso efficiente del suolo, cioè il consumo di terreno rapportato alla variazione della popolazione. «Valori più alti (massimo 10) significa un buon dato, più bassi un peggioramento». La variazione su Massa è da 3 a 2,5. «Non mi pare ci sia un incremento della popolazione, ma si consuma suolo, preferendo costruire suolo anziché ristrutturare». E ancora, il Solare pubblico, che si attesta a 1,1 Kw installato, crollando in un anno dal precedente 6,5. Ma su questo dato Panni ha forti dubbi, visto il decisivo crollo. Invariate le classifiche sull’aria, «ma è strano che il covid non abbia inciso. A livello nazionale è andata diversamente». Vanno male anche i trasporti pubblici, caratterizzati secondo Panni da una rete ancora troppo legata ad orari e comportamenti del passato, nonché da una scarsa cultura locale nell’utilizzare i mezzi pubblici. «Anche la ciclabilità è bassa, eppure Massa, fatta eccezione per monti e collina, si presterebbe molto bene. Ma anche lì, come infrastrutture e cultura, facciamo molta fatica». «Non riusciamo ad andare oltre -conclude- bisogna lavorare sulla cultura dei politici, e dei cittadini; ma qualcuno deve fare il primo passo. Noi ci stiamo lavorando, le associazioni ambientalisti stanno crescendo e c’è maggiore sensibilità su certi temi, come le cave. Meno però su quelli urbani, che sono serissimi. Non si possono fare battaglie, ad esempio, contro le discariche senza porsi il problema della differenziata, o sul consumo di suolo, o sulla qualità dell’aria, o sulla spreco d’acqua». Insomma, tante ombre, pochissime luci. Eppure, la luce secondo Panni è proprio la composizione del territorio, «ma lo stiamo sprecando, a discapito nostro e dei nuovi che verranno».

Ivan Zambelli

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