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Poche piste ciclabili e troppi rifiuti: Massa è maglia nera nell’ambiente

Ivan Zambelli
Poche piste ciclabili e troppi rifiuti: Massa è maglia nera nell’ambiente

Il comune è al 98esimo posto (su 105 capoluoghi di provincia) nella classifica annuale elaborata da Legambiente

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Ivan Zambelli

massa. Tornano a peggiorare le performance ambientali di Massa. Il Sole 24 ore ha pubblicato il 28esimo Ecosistema urbano, ovvero un rapporto che racchiude un insieme di classifiche elaborate da Legambiente e Ambiente Italia, prendendo in esame 105 capoluoghi di provincia d’Italia.

Queste città, a seconda di 18 parametri divisi in cinque categorie (aria, mobilità, acqua, ambiente e rifiuti) vengono classificate tra loro, giungendo a singole liste e ad una generale, che contempla non solo le caratteristiche dell’anno di riferimento (in questo caso il 2020) , ma anche le variazioni rispetto al report precedente.

Ciò consente di vedere innanzitutto le performance ambientali delle città, ma anche i comportamenti dei cittadini, le azioni di amministrazioni, gestori idrici, o dei trasporti. Massa nella classifica generale è 98esima su 105, dopo aver perso sei posizioni a causa di tanti segni negativi, con pochissimi e minimi segni in positivo. Un’istantanea che quindi registra una situazione non certo gradevole, ma anche in peggioramento se confrontata all’anno precedente.

A Massa, ad esempio, aumentano le isole pedonali e il verde urbano ma siamo comunque alla 72esima posizione per il primo e 85esimi con il secondo. In compenso si riducono gli alberi in aree pubbliche, tre in meno ogni 100 abitanti da un anno a questa parte, passando così dal 20esimo al 34esimo posto. Poi, scala le classifiche il complesso parametro Uso efficiente del suolo, ma affonda il solare pubblico, cioè la potenza installata in kW su edifici pubblici ogni mille abitanti. Per quanto riguarda le tre classifiche dell’Aria, tutte restano invariate. Il diossido di azoto resta 18 mila ug/mc, ben sotto la soglia di legge. Lo stesso dicasi per le Pm10, cioè le polveri sottili. Stessa posizione, e stessa quantità: 19 mila ug/mc.

Tre le classifiche legate all’acqua, in lieve peggioramento. Massa è 16esima per consumo pro capite d’acqua, pari a 122 litri al giorno ma salito di 7 litri rispetto all’anno precedente, causando di conseguenza uno slittamento in classifica dal 9 al 16esimo posto. Resta invariata l’efficienza di depurazione. Era all’88% e così è rimasta. Aumenta però la dispersione della rete idrica, di 4 punti percentuali e scendendo quindi di sette posizioni. Per quanto riguarda le classifiche mobilità, si assiste ad una riduzione dei metri di piste ciclabili ogni abitante (da 7,7 a 4,9) , e ad un aumento delle auto, tanto che per 100 massesi ci sono più di 64 auto. E questo si abbina all’impiego di mezzi pubblici a Massa: in un anno, un cittadino fa in media 10 chilometri, divisi in poco più di 16 corse. Ciò significa il 95esimo posto per il primo indicatore (offerta trasporto pubblico) ed il 75esimo per il secondo (passeggeri trasporto pubblico) . L’ultima categoria, la peggiore, è quella sui rifiuti.

Pur con l’avvio della differenziata, che ha chiuso il 2020 con il 38,5% del differenziato sul totale prodotto, Massa è al 91esimo posto. Ma soprattutto, anche quest’anno Massa è il capoluogo che produce più rifiuti pro capite: addirittura 757 chilogrammi ogni abitante, più di 2 al giorno. Va osservato però che fino allo scorso anno non c’era un regolamento per i rifiuti assimilati; ciò significava, in poche parole, che alcune aziende potevano portare certe tipologie di scarti ai bidoni, e senza limiti. La seconda cosa da tenere presente è la tradizione turistica della città, che comporta un aumento sensibile delle presenze in alcuni mesi dell’anno, e quindi di rifiuti, che qui restano e ricadono al momento del conteggio sui residenti. Non a caso, a fondo classifica ci sono città come Rimini o Pisa. Anche se quest’ultima considerazione la si potrebbe estendere ad altre delle 18 classifiche del rapporto. In ogni caso, la situazione è questa: Massa, come capoluogo, è quello che in Italia produce più rifiuti per abitante. Rispetto al 2019, anno di riferimento del precedente report, è pure migliorata, con una riduzione di circa 50 chilogrammi per abitante. Ma c’è ancora tanto da lavorare. Agli antipodi, ad esempio, ci sono città intorno ai 360 chilogrammi pro capite.

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