La protesta
I comitati sulla discarica «È il momento di dire stop alle autorizzazioni»
I cittadini apprezzano la disponibilità del Comune ma non ci stanno a passare da promotori di «sterili scontri»
montignoso. Luci e ombre dall’incontro dedicato al tema della discarica di cava Fornace che i cittadini di Montignoso insieme ai rappresentanti di Italia Nostra, hanno avuto con il nuovo assessore all’ambiente del Comune, Giulio Francesconi. Perché se da un lato il neo delegato all’ambiente ha condiviso «le preoccupazioni dei cittadini e le giuste motivazioni che vengono sostenute» annunciando di «essere fermamente deciso ad agire perché si possa ottenere la cessazione dei conferimenti e la chiusura della discarica nei tempi più rapidi possibili» riferiscono i Comitati dei Cittadini di Montignoso e di Strettoia e Italia Nostra, dall’altro ha derubricato a «lotte politiche e sterili scontri» le battaglie di chi quella discarica la ritiene da sempre pericolosa per la salute delle persone e del territorio.
«I rappresentanti dei cittadini e di Italia Nostra hanno illustrato le problematiche relative alla presenza e all’attività della discarica che rappresenta un grosso pericolo per l’ambiente e per la salute dei cittadini che vivono sul territorio – scrivono i cittadini presenti – Oltre al problema rappresentato dal rischio di inquinamento delle falde acquifere, che scorrono nel sottosuolo dove insiste la discarica e che alimentano gli acquedotti pubblici, c’è una palese incompatibilità logistica, stante la vicinanza con il lago di Porta che rientra nella classificazione di Natura 2000 e con il Progetto Lago, messo in campo dalla stessa amministrazione di Montignoso e che prevede una sua notevole valorizzazione, con la possibilità di sostanziosi contributi nazionali ed europei per la sua realizzazione».
«Sono state ricordate all’assessore le molteplici criticità del sito che non permettono l’esistenza di una discarica, motivazioni evidenziate anche in occasione dell’inchiesta pubblica che fu tenuta prima della riclassificazione e sono state anche ricordati gli impegni assunti dal riconfermato sindaco Gianni Lorenzetti, durante la campagna elettorale, sulla chiusura della discarica. L’autorizzazione in possesso dalla società che gestisce la discarica cessa al raggiungimento di quota 43, quota ormai sostanzialmente raggiunta. Questo è il momento per chiedere alla Regione che non proceda con ulteriori autorizzazioni. Ci è piaciuto l’assessore che durante l’incontro ha detto di condividere pienamente le preoccupazioni dei cittadini e le giuste motivazioni che vengono sostenute e di essere fermamente deciso ad agire perché si possa ottenere la cessazione dei conferimenti e la chiusura della discarica nei tempi più rapidi possibili. Siamo meno soddisfatti delle parole che lo stesso Francesconi ha rilasciato dopo averci incontrato, dove parla di lotte politiche e sterili scontri. Negli ultimi 15 anni abbiamo chiesto trasparenza su quanto conferito, abbiamo chiesto analisi e rispetto delle convenzioni e non sempre abbiamo avuto risposte chiare e azioni concrete. Abbiamo sentito dire che la discarica è una risorsa, affermazioni laceranti che pesano. Noi siamo sempre stati collaborativi e trasparenti, ma non sempre abbiamo ricevuto lo stesso trattamento».
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