La manifestazione
Legambiente: un ufficio per gestire le alluvioni
L’associazione lo propone nello studio del biologo Sansoni «Qui manca una cultura della prevenzione del rischio»
carrara. Un ufficio ad hoc per gestire il rischio alluvionale, attualmente gestito dai vari assessorati e settori di intervento. La proposta arriva da Legambiente Carrara, che ha presentato lo studio del biologo – naturalista Giuseppe Sansoni. L’associazione ambientalista è sempre stata attiva d’altronde sulle tematiche legate al rischio alluvionale. E questo studio ne è una prova.
Lo studio intitolato “Idee per fermare la fabbrica del rischio alluvionale” è dedicato alla generazione Greta è ha comportato otto mesi di lavoro, dal 5 novembre sarà disponibile sul sito di Legambiente. In sostanza si tratta di un manuale dice Sansoni «per sfatare alcune diffuse quanto errate convinzioni. Un manuale di autodifesa per cittadini attivi».
Lo studio è stato presentato dall’autore, dalla presidente di sezione Paola Antonioli, e dai rappresentanti del direttivo Elena Beisso e Andrea Carlesi.
Il documento è articolato in cinque sezioni più la conclusione.
La sintesi dello scritto nelle parole di Sansoni: «Il rischio alluvionale non deriva dall’insufficienza delle opere di difesa, ma dall’assenza di una cultura di prevenzione nell’urbanizzazione e nella gestione del territorio. Come Legambiente l'abbiamo sempre denunciato. I Pabe pur mostrando piena consapevolezza di questi meccanismi, di fatto rinunciano all'adozione di misure risolutive, dando priorità agli interessi delle cave. In questa città si stanno fabbricando le alluvioni. Certo dipendono dall’entità delle precipitazioni, ma a parità di precipitazioni la portata di piena dipende dalle caratteristiche idrogeologiche del suolo, soprattutto dalla sua capacità di assorbimento, di ritenzione e rallentamento delle acque».
Dicendo così, si riferisce «al creare una città spugna - dice - che si ottiene con la forestazione, dispositivi di infiltrazione nel suolo collinare, zone umide artificiali, realizzazione di ravaneti spugna, giusto per fare qualche esempio. Pratiche naturali basate sull’infiltrazione».
Cardine dello studio di Sansoni è il nuovo paradigma dell’acqua.
«È fondato – spiega l’autore – sulla scelta strategica di favorire al massimo l’infiltrazione nel suolo delle acque piovane, sull’intero territorio, estendendo l’attenzione a tutte le fasi del ciclo dell’acqua e della sua gestione».
Alessandra Poggi
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