Sicurezza
Quei palazzi storici avvolti dai cavi della fibra ottica
La denuncia di Riccardo Canesi, ex docente dello Zaccagna «Le ditte tengano conto degli aspetti architettonici della città»
carrara. Le facciate di palazzi storici di pregio (e non solo) «preda dei cavi penzolanti della fibra ottica e delle relative cassette che, anziché essere canalizzati sotto il suolo pubblico, offrono uno spettacolo aereo non edificante per una città il cui centro dovrebbe essere da sempre vocato alla bellezza, senza contare forse anche qualche problema di sicurezza». A segnalarlo, con tanto di foto, è Riccardo Canesi, ex docente dello Zaccagna.
Ben venga, dice il prof, la banda larga: «Nessuno è nemico di questa tecnologia che, se ben usata, può migliorarci certamente la vita». Non si comprende, però, continua il docente, «perché le ditte appaltatrici non tengano in nessun conto degli aspetti estetici ed architettonici dei luoghi in cui intervengono». Canesi si chiede se esiata un regolamento delle facciate a Carrara. «Esistono una legislazione nazionale e delle indicazioni della Soprintendenza in merito? Esistono dei controlli o tutto è lasciato alla spontaneità e all’inventiva di chi opera per un interesse economico e non certo collettivo? ».
Intanto la scorsa estate, Tim aveva annunciato un mega progetto per portare la fibra ottica ultra-veloce in 22 mila case carraresi. Si tratta i collegamenti ultra-veloci per internet per un investimento da 8 milioni di euro di Tim su Carrara che renderà più agevoli, nel caso fosse ancora necessario nei prossimi mesi, il lavoro e le lezioni a distanza diventati, causa emergenza sanitaria, sempre più frequenti e diffusi. Si viaggerà a un gigabit al secondo con un investimento in sinergia con l’amministrazione comunale.
Carrara è stata inserita difatti nel programma nazionale di copertura di FiberCop, la nuova società del gruppo Tim che ha l’obiettivo di realizzare la rete di accesso secondaria in fibra ottica nelle aree nere e grigie del paese per sviluppare soluzioni Ftth (Fiber To The Home, la fibra direttamente a casa) secondo il modello del co-investimento “aperto” previsto dal nuovo Codice europeo delle comunicazioni elettroniche.
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