Sicurezza
Piazza del Fosso Arredi, scale e ascensori non convincono
Prime perplessità sul maxi progetto di riqualificazione per il quale il Comune ha chiesto un finanziamento regionale
Fosdinovo. Prime perplessità, in attesa dei chiarimenti annunciati dalla sindaca di Fosdinovo, Camilla Bianchi, sul progetto con il quale il Comune concorre al bando per le risorse nell’ambito dei percorsi di “rigenerazione urbana” sostenuti dalla Regione nei comuni con meno di 15mila abitanti. Il progetto ha avuto il via libera dalla giunta lo scorso 20 settembre dal Comune. E in questi giorni grazie all’Associazione culturale Faucenova e l’Associazione FosdiNuovo APS, è stato promosso un confronto pubblico per capire qualche cosa di più degli interventi che avranno «un forte effetto su due luoghi significativi per la comunità« scrivono le associazioni.
Come si evince dalla relazione tecnico-descrittiva allegata alla delibera di approvazione del progetto l’obiettivo è quello della riqualificazione di un’area che presenta barriere architettoniche per chi dalla Piazza del Fosso vuole raggiungere il borgo e migliorare la fruizione per cittadini e turisti degli spazi che essa offre per la socialità. «Il progetto – spiegano la associazioni – si compone di quattro lotti, dai quali sono stati estratti solo i primi due per partecipare all’attuale bando regionale. Essi contengono vari elementi: costruzione di due ascensori che consentano di superare i dislivelli costituiti dalla doppia cinta muraria medievale e giungere così nella principale via del borgo, alla quale attualmente si accede con scalinate o dalla via provinciale; rifacimento della scalinata che dal Parco della Torretta conduce al Fosso; abbattimento della scalinata in cemento che conduce all’istituto comprensivo Bonomi per sostituirla con un’aiuola e costruzione contestuale di una scala in acciaio corten, larga un metro e mezzo e addossata alla prima cinta muraria; rifacimento della pavimentazione della piazza, attualmente in stato di degrado; inserimento di nuovi arredi urbani prevalentemente in acciaio corten e miglioramento dell’area di sosta per i ciclisti localizzata intorno alla fontana che si trova all’imbocco della piazza».
L’installazione degli ascensori, per quanto comprensibile per l’abbattimento delle barriere architettoniche, ha suscitato varie perplessità, sia rispetto alla manutenzione che per il fatto che un disabile in carrozzina avrebbe difficoltà «a percorrere le vie del borgo, una volta raggiunta la strada principale – scrivono le associazioni – Esistono problemi legati all’arrivo dell’ascensore su una strada in discesa: richiederebbe l’allestimento di una pedana orizzontale che potrebbe impedire l’accesso alle auto che percorrono la strada». Dubbi sono stati sollevati sulla rimozione della scala di cemento di accesso alle scuole e la sua sistituzione, anche in considerazione dell’impatto visivo della nova struttura sulle antiche mura medievali. Non convince neppure la sottrazione nella piazza di spazio utile per i concerti e le manifestazioni. «Gli arredi urbani, a prescindere dal costo notevole preventivato (circa 78.000 euro), appaiono completamente scollegati nello stile con quelli del resto del borgo, in cui sono prevalenti legno e ghisa» aggiungono i cittadini. C’è poi una criticità che contrasta nettamente con le intenzioni dichiarate più volte nella relazione del Comune: «Se la piazza viene riconosciuta, giustamente, come importante ampio luogo di socialità per accogliere le persone che partecipano a sagre e fiere, è apparso illogico che dal progetto di fattibilità del lotto uno siano stati stralciati proprio gli interventi necessari per assicurare la presenza di cucine e servizi» affermano le associazioni. «Ci si chiede – concludono le associazioni criticando il ritardo con il qual il Comune si è messo al lavoro sul progetto – se è veramente necessario impegnare tanto denaro ed energie per abbattere o sostituire elementi urbani che necessitano solo di una buona restaurazione o per introdurne altri che non appaiono essenziali al raggiungimento degli obiettivi».
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