Gioco
Il museo storico di Antona riapre le sue porte dopo un anno di chiusura
Camilla Di Maria
massa. “Antona com’eravamo”: il nuovo museo del borgo di Antona, dedicato alla maestra Ferugenta Pasqualini, inaugurato nella giornata di ieri con il taglio del nastro da parte del sindaco di Massa, Francesco Persiani, insieme a Paolo e Florio figli di Ferugenta. Dopo la visita all’interno del piccolo museo, che racchiude al suo interno cimeli e informazioni dell’antico borgo, si è svolta la presentazione, da parte di Nedda Mariotti, referente dell’unione sportiva e culturale Antona, Endas, che ha spiegato: «Dicono che la memoria è il “sole del tempo”, infatti il Sole è una fonte di vita; ebbene la memoria è come il sole: se non la conserviamo abbiamo il buio. I nostri antenati non si meritavano il buio, perché Antona è un piccolo paese, ma con una grande storia alle spalle».
Proprio così, Antona è uno dei borghi più antichi delle Apuane, ricco di storia, arte e tradizioni popolari. I primi insediamenti di questo territorio risalgono alla preistoria e alla civiltà dei Liguri Apuani, quando Antona, organizzata sul modello dei castellari liguri apuani, era circondata da balze pietrose naturali e da mura, con due porte d’accesso, detta Soprana e Sottana. Durante il Medioevo questo borgo fu un importante comune rurale autonomo, con un’autonomia sociale, politica ed economica ed era proprietario di miniere di ferro sugli odierni monti Tambura e zone circostanti. «Siamo fieri della nostra storia – continua Mariotti – soprattutto perché i nostri antenati erano persone audaci, laboriose e coraggiose». L’attività degli Antonesi era la pastorizia e più tardi l’agricoltura e la coltivazione delle miniere di ferro e delle prime cave di marmo; inoltre, per l’economia di questo borgo è sempre stata fondamentale la castanicoltura. Intorno al 1500 si svilupparono poi altre attività fino ad arrivare agli anni ‘60 del secolo scorso quando furono attivate le compagnie di lizzatori. «Il nostro museo è piccolo – dichiara Nedda Mariotti – ma rispetta la nostra necessità di far rivivere le nostre tradizioni e la nostra cultura».
Antona, inoltre, è la patria del Maggio lirico, ancora oggi cantato, solitamente durante l’ultima domenica di maggio, dalla Compagnia dei Maggianti e del Maggio epico-cavalleresco. Sempre col proposito di preservare le antiche usanze, sono stati presentati i giovanissimi rappresentanti della Compagnia dei Maggianti di Antona, tra cui: Davide Cortesini, Stefano Nani e Filippo Mannini. «Il fatto che i più giovani si avvicinino all’antica tradizione dimostra che il nostro lavoro sta avendo i suoi frutti: dobbiamo salvare il nostro passato e tramandarlo alle generazioni future. Ultimamente – conclude poi Nedda Mariotti – ho letto che “il valore di un uomo non vale dalle scarpe che indossa, ma dalle impronte che ha lasciato nella sua vita”: noi non potevamo non salvarle, valorizzarle e tramandarle».
La cerimonia di presentazione è proseguita con i brani della Corale Amadeus, diretta da Valentina Fagnani e i ringraziamenti per tutti coloro che hanno aiutato e sostenuto questa iniziativa culturale che ha l’obbiettivo di valorizzare, salvare e tramandare la memoria storica dell’antico borgo di Antona; non sono mancanti di certo i ringraziamenti per il Sindaco di Massa, Persiani, il vice-sindaco, Andrea Cella, il consigliere comunale, Alessandro Amorese e Sara Tognini, presidente della commissione cultura di Massa, presenti all’inaugurazione. In particolare Persiani ha espresso ammirazione verso questo progetto dichiarando: «Antona è un luogo meraviglioso e prezioso di cui tutta Massa deve andare fiera. Questo non è un generico museo, ma ‘il museo’: per questo motivo l’amministrazione ha fortemente creduto in questa iniziativa. L'Amministrazione, ce la metterà tutta per far in modo che un borgo come Antona, ma in generale tutte le nostre Apuane, possano andare avanti».
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