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Natale, 120mila euro per illuminare la città Critiche di Rifondazione
massa. Mancano meno di due mesi a Natale, ma i progetti per le luminarie prendono forma e fioccano le polemiche. Il comune ha avviato una procedura per ricevere proposte entro l’8 novembre. Lo scopo è creare un’atmosfera che comunichi serenità e ottimismo, animare la città, rivitalizzando anche il commercio. Il comune ha messo sul piatto circa 120 mila euro. Soldi che serviranno per allestire tre alberi di Natale: il più grande, di dodici metri, in piazza Aranci. Gli altri due, di circa sei metri, sotto il Comune e al museo Guadagnucci. Altri undici alberi di due metri e mezzo andranno nelle frazioni montane. Le rotatorie delle Poste e della Misericordia saranno addobbate con illuminazioni, come diverse strade e piazze – se ne citano 40 nell’atto di giunta – dal centro alle periferie. I dettagli sono ancora in divenire: la procedura è ancora aperta. Gli aspetti imprescindibili ci sono, poi tutto starà alle offerte presentate. Proprio per questo, per il momento, non filtrano commenti dall’amministrazione. Però c’è chi contesta l’ammontare dei fondi, appunto 120mila euro. Ad esempio Rifondazione comunista, che parla di uno «schiaffo alla città». «Il centro e un paio di piazze a Romagnano verranno illuminate – commenta Rifondazione in una nota – mentre abeti di piccole dimensioni saranno messi nei paesi della montagna. Questa amministrazione prova ad imbellettare il salotto buono della città per le feste comandate, mentre attorno le difficoltà aumentano. Il sindaco spera di attirare compratori per il suo Natale consumistico, molto simile a quello dei mercanti nel tempio, ma non sa che i lavoratori di Sanac ci penseranno due volte a spendere visto che il governo, che anche il partito del sindaco sostiene, li sta mandando a casa. Ci penserà due volte chi è sotto sfratto, mentre l’amministrazione non rende abitabili decine di appartamenti pubblici vuoti, né riapre cantieri di edilizia pubblica. Ci penseranno due volte a spendere coloro che faticano ad arrivare a fine mese e si troveranno a dicembre a pagare bollette rincarate grazie alla indolenza del governo sostenuto dal nostro sindaco. Ci penseranno due volte le famiglie costrette a pagare rette di asili privati quando il sindaco continua a mantenere chiusi quelli pubblici». Insomma, per Rifondazione quei soldi potevano essere usati diversamente: «Questo ennesimo schiaffo alla città ci dice chiaramente cosa ci aspetta nei prossimi due anni, quando le esigenze del consenso spingeranno ancora di più l’amministrazione a “selezionare” quelle dei propri simpatizzanti». I.Z.
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