Gioco
Sulla carta nullatenenti ma di fatto in possesso di beni per due milioni
la spezia. Furti truffe, rapine. Una lunga collezione di precedenti tali da decretarne la pericolosità sociale. Per questo nei confronti di tre famiglie di nomadi di etnia sinti sono scattate le misure di prevenzione patrimoniale eseguite dai carabinieri e dai finanziari di La Spezia su proposta del procuratore della Repubblica Antonio Patrono. In concreto un maxi sequestro di beni, tra immobili e conti correnti, di circa 2 milioni di euro.
Il provvedimento giunge a conclusione di un articolato e complesso percorso investigativo. Da un lato i carabinieri del nucleo investigativo avevano condotto indagini di polizia giudiziaria, anche di natura tecnica, e patrimoniali nei confronti, tra gli altri, dei tre nuclei familiari, ritenuti parte di un’associazione più ampia di nomadi che, in concorso tra loro ed in maniera metodica e continuata, erano dediti da anni alla commissione di truffe, furti, rapine e conseguente ricettazione. L’operazione, convenzionalmente denominata “Settimo Comandamento”, aveva portato nel mese di ottobre 2020 all’esecuzione di un’ordinanza di applicazione di misure cautelari personali nei confronti di. 15 persone e successivamente alla condanna di molti imputati per associazione a delinquere, furto e così via.
Dall’altro i finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria avevano sviluppato su delega dell’autorità giudiziaria approfondite indagini di natura patrimoniale nei confronti delle coppie di nomadi e dei loro figli, nonché delle imprese di cui risultavano titolari o soci anche per interposta persona. Approfondimenti dai quali è emersa una rilevante sproporzione tra il profilo patrimoniale e quello reddituale di soggetti che formalmente da anni non avevano reddito ma in realtà erano direttamente o indirettamente proprietari di numerosi cespiti immobiliari acquisiti nel tempo facendo ricorso a capitali di provenienza non legittima.
Le attività investigative hanno quindi portato al sequestro di prevenzione propedeutico alla successiva confisca di beni mobili ed immobili ad essi direttamente o indirettamente riconducibili per un ammontare di circa 2 milioni di euro. Sotto sequestro sono finiti tredici fabbricati, diciotto terreni, autoveicoli, autocaravan, titoli, conti correnti e libretti postali.
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