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Emergenza castagne I 5 Stelle: «Allarme ignorato dal Comune»

I. Z.

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massa. Mancano le castagne: colpa della cinipide. Ma per il Movimento 5 Stelle di Massa non è solo a causa del parassita. Recuperando le dichiarazioni dalla sagra di Bergiola maggiore, dove emerge la difficoltà a trovare il frutto dell’autunno (al punto tale da doverle comprare in Piemonte) la consigliera comunale del Movimento cinque stelle Luana Mencarelli è intervenuta sulla vicenda, ricordando la sua mozione di tre anni fa. In uno dei primi consigli comunali di questo mandato il Movimento presentò un atto per la richiesta di intervento da parte del Comune per la lotta al cinipide. Il cinipide è una vespa proveniente dalla Cina meridionale, e che attacca esclusivamente le piante di castagno. Gli effetti si possono vedere ad esempio dai caratteristici “bubboni” sulle fronde o sulle foglie. Qui dentro, protette, crescono le larve delle future vespe, che contribuiranno a loro volta al deterioramento dei castagneti. Ma tornando all’atto di inizio consiglio, stando alle parole della capogruppo pentastellata «il sindaco pur dichiarando di essere “contrario al cinipide”, affermazione priva di senso, bocciò insieme alla sua maggioranza quella richiesta, pur trattandosi di un impegno economico minimo, ma con ricadute sull’economia territoriale. Sono passati tre anni dall’insediamento di Persiani e mentre in altri territori della nostra provincia si sta lottando per salvaguardare i castagneti, grazie all’impiego dell’antagonista naturale di questo parassita (un insetto dell’ordine degli imenotteri che si nutre di cinipidi, ndr) , l’amministrazione Persiani cosa ha fatto per salvaguardare parte dell’economia, di indotto e di tradizione della nostra città? La risposta è, purtroppo, niente. L’impostazione di questa amministrazione -prosegue- sembra più mirata alla propaganda che ai fatti concreti, lo dimostra il fatto che hanno approvato il Regolamento Istituzione De. Co, ma poi nella realtà dei fatti non si premurano di metterlo in atto; infatti, se ne avessero applicato l’art. 16 il Comune sarebbe stato tenuto a valorizzare e proteggere i castagneti “in quanto rappresentanti di un rilevante patrimonio culturale pubblico, strettamente connesso agli interessi che il Comune è tenuto a tutelare e a garantire”, ma nulla è stato fatto». Tanta amarezza quindi per il Movimento, che però non può dirsi stupito, visto l’allarme suonato già anni fa.

I. Z.

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