Sicurezza
Ricicla tutti i rifiuti che produce «Perché devo pagare la Tari?»
La negoziante virtuosa: nel suo frutta e verdura in centro non getta via nulla «Chiedo almeno una riduzione della tassa, mi hanno risposto che non si può»
CARRARA. Smaltisce tutti i rifiuti ma la Tari la deve pagare. Il regolamento Tari del comune di Carrara, infatti, non prevede alcun tipo di riduzione per i commercianti virtuosi. Come per esempio avviene nella vicina Pontremoli.
E così Silvana Belloni, la titolare dell’alimentari frutta e verdura Pel di Carota di via Roma angolo via Aronte, dovrà pagare i 230 euro di Tari dello scorso anno, precisamente quella che va dall’11 novembre al 31 dicembre 2020. E a nulla è valso il tentativo della signora Silvana e del suo legale di aprire un dialogo con l’amministrazione: “il regolamento non prevede alcun tipo di riduzione per il caso in specie”, hanno risposto gli uffici di competenza. Silvana Belloni di non produrre rifiuti lo fa per etica, non certo perché imposto da manuale, e proprio non si capacità del perché i cittadini virtuosi come lei non vengano premiati in qualche misura.
Scarti di frutta e verdura li raccolgono i volontari della Pubblica assistenza. Li portano agli animaletti del giardino didattico della sezione Pa di Avenza, dove ci sono conigli, capre, uccelli e tartarughe.
Le cassette delle frutta di plastica e di legno le ritirano i fornitori, e gli scarti della parte alimentare li regala ai clienti che hanno cani o gatti. In sostanza lo scarto che produce l'attività Pel di Carota è quasi zero: «sono tutti per il green – spiega Silvana – tutti parlano di green, green di qua green di là, e poi quando qualcuno fa qualcosa di concreto non viene riconosciuto. Io non produco rifiuti, giusto un po’ di plastica, ma dal comune mi hanno risposto che per i cittadini virtuosi come me non esistono sconti, e che la Tari la devo pagare come tutti gli altri. Potevano almeno prendere in considerazione il caso, no niente da fare. Gli avanzi della frutta e della verdura li vengono a prendere i ragazzi della Pubblica assistenza per gli animali del parco di Avenza, passano tutti i giorni, le cassette me le ritirano i fornitori e gli scarti alimentari li regalo a chi ha cani e gatti. Mi devono spiegare perché devo pagare circa 2700 euro di Tari se non usufruisco di nessun servizio, ma soprattutto non produco rifiuti».
O per dirla con le parole del suo legale: «la Belloni fa questo per convincimento etico personale. Un convincimento che andrebbe premiato con una riduzione della tassazione Tari, anche per il fatto che si trova a pagare per un servizio che non viene svolto, o viene svolto in maniera del tutto ridotta».
E che non ci siano eccezioni, neppure per i casi come questo della signora Silvana, lo conferma l’assessore di riferimento Sarah Scaletti: “per le attività commerciali non ci sono sconti sulla spazzatura. Gli sgravi ci sono per chi fa il compostaggio domestico, ma le attività commerciali non rientrano nella categoria di chi può fare compostaggio”. Nonostante tutto Silvana Belloni non si arrende e fa un appello all’amministrazione: “sarebbe giusto prendere in considerazione la mia situazione, come quella di chi non produce scarti, anche se il regolamento non lo prevede. È giusto premiare chi è virtuoso”.
Alessandra Poggi
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