Il Tirreno

Fabrizio Santucci (imprese del lapideo) 

«Noi pronti alla concertazione ma c’è un atteggiamento ostile»

«Noi pronti alla concertazione ma c’è un atteggiamento ostile»

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Carrara. L’articolo 21 sul “mecenatismo per legge” sembrava avere aperto una stagione di dialogo fra imprese del marmo e amministrazione civica. Quella norma che prevede l’allungamento delle concessioni di cava in cambio, anche, di opere per la città realizzate dalle aziende del marmo, pareva poter diventare la base per avviare intese e convergenze. Invece, non pare sia così. In un clima che ormai somiglia semper più a una campagna elettorale, Comune e Industriali tornano ai ferri corti.

«I ricorsi che hanno presentato in questi quattro anni le imprese – attacca Matteo Martinelli, vicesindaco con deleghe al Marmo – parlano da soli: alcune imprese pretendono di scavare dove vogliono, quanto vogliono e come vogliono, senza doversi curare delle creste, delle sorgenti, dei boschi e di condividere parte dei loro faraonici profitti con la città. Non stanno chiedendo regole chiare, questi soggetti le regole non le vogliono affatto. E’ scritto nero su bianco nelle azioni legali presentate dai loro avvocati tra le cui fila, da oggi, possiamo tornare ad annoverare ufficialmente Angelo Zubbani». Con la sua uscita a mezzo stampa (sul Tirreno) sull’articolo 21, l’ex primo cittadino, secondo Martinelli «non solo lancia pubblicamente il suo progetto di restaurazione per riportare la città indietro di 15 anni ma si erge anche apertamente a difensore di Confindustria».

L’assessore al Marmo snocciola le cose fatte: «Abbiamo approvato i Piani Attuativi dei Bacini Estrattivi (Pabe) che hanno introdotto nuove e maggiori tutele per creste e sorgenti e imposto quantitativi massimi all’estrazione, e Confindustria ha fatto ricorso. Abbiamo varato il nuovo Regolamento degli Agri marmiferi, che ha posto fine al rinnovo automatico delle concessioni andando a definirne la durata, e Confindustria ha fatto ricorso. Abbiamo alzato le tariffe sui materiali più pregiati, per renderle più eque, e Confindustria ha fatto ricorso. Abbiamo proposto l’articolo 21, che permette alle imprese di estendere il periodo transitorio non solo incrementando la filiera ma anche investendo in opere di pubblico interesse e Confindustria ha fatto ricorso. Abbiamo introdotto un sistema di tracciabilità per dare trasparenza ai materiali che scendono dal monte, rendere le tariffe più eque, garantire il rispetto della lavorazione del 50% e Confindustria ha fatto ricorso… Il messaggio è chiaro non stanno chiedendo regole certe, loro le regole non le vogliono proprio».

Il vicesindaco ricorda che l’azione dell’amministrazione è da sempre improntata a introdurre maggiore equità, più tutele per l’ambiente ma anche al tentativo di ricucire la spaccatura tra il mondo del marmo e i cittadini: «Ogniqualvolta abbiamo tentato di stimolare le imprese a fare qualcosa in più per la comunità molte di queste hanno risposto a suon di carte bollate… aldilà dei proclami, i fatti parlano da soli». Martinelli rileva inoltre che «le ultime uscite a mezzo stampa, delineano chiaramente una grande ammucchiata da destra a sinistra affinché tutto ritorni “come prima”, a quando gli industriali avevano mano libera. I ritorni di fiamma tra vecchi alleati e l’assist di Zubbani a Confindustria dicono tutto. E spiegano anche perché noi, in meno di un mandato e con una pandemia mondiale in corso, abbiamo completato un’opera di riforma che i nostri predecessori evidentemente non hanno avuto né la voglia né il coraggio di portare avanti».

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