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escavazione e premialità 

Da Zubbani un “siluro” ai grillini sul marmo

Da Zubbani un “siluro” ai grillini sul marmo

L’ex sindaco: gli industriali del lapideo hanno ragione a pretendere chiarezza su come saranno spesi i loro soldi

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carrara. Di trattative con gli industriali del marmo se ne intende. E adesso, con un’idea di candidatura in tasca e un’esperienza pregressa, l’ex sindaco Angelo Zubbani si toglie qualche sassolino dalle scarpe e non le manda a dire ai grillini. «Incassata la mortificante figura post elettorale con la bocciatura dei loro sindaci qua si tenta un rilancio all ultimo minuto sui vecchi cavalli di battaglia ,il furto del marmo alla città e la gogna ai padroni venuti dal feudalesimo – scrive Zubbani – Che occorra una virata per riordinare non solo il comparto ma l intero rapporto con la città questo è certo, anzi necessario e urgente. Dietro le parole di Fabrizio Santucci si percepisce una reale disponibilità a discutere che in precedenza per quel che ricordo non si era mai vista». «Ma possiamo dire che quel velo di diffidenza che si nasconde dietro la richiesta di regole e tempi certi ha pure esso un legittimo fondamento? Regole certe e trasparenza erano stampate nelle prime pagine dell'abbecedario grillino accanto a efficienza e celerità. Vuoi mettere? Qui si tocca il cuore economico storico identitario della città e questi chiedono giustamente più lavoro in loco e più soldi per l allungamento delle concessioni. E allora ci si meraviglia che in cambio si chieda di sapere quali prospettive si aprono per l avvenire? Non dimentichiamoci che si parla di un settore strategico per la vita intera dellacittà».

«La svolta non può venire dal minare l'intero settore ma arrivare soltanto da una visione condivisa – continua Zubbani – Forse qualcuno pensa che una virata alla Robin Hood possa far ritrovare un po di simpatie perdute dopo anni di amministrazione alla bell'e meglio.;incapace persino di spendere le risorse lasciate disponibili ( oltre 50 milioni)del water front per fortuna ora gestite dall ex autorità Portuale o dei progetti di riqualificazione urbana e sicurezza delle periferie ( 18 milioni) che.prevedevano interventi sul sociale palazzo Pisani, Palazzo Rosso, via Verdi ex Dogali, esterni Scuola Gentili Fossola e tanto altro. Questi si presentano al tavolo di Confindustria chiedendo soldi e progetti accusando gli interlocutori di feudalesimo e quando gli imprenditori dopo essersi dichiarati disponibili chiedono regole, criteri di valutazione dei progetti e rassicurazioni sui tempi burocratici questi cosa rispondono? "Ci penseremo noi" prima pagate poi vedremo. Il problema è che il feudalesimo è solo nella vostra improvvisata cultura di apprendisti stregoni. A primavera potrete tornare sul vostro pianeta immaginario come già è successo in tante altre città».

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