Il Tirreno

il vicesindaco matteo martinelli 

«Con i ricorsi, le imprese del marmo si allontanano»

«Con i ricorsi, le imprese del marmo si allontanano»

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carrara. Il vicesindaco con delega al marmo Matteo Martinelli ne è certo: i ricorsi delle imprese all’articolo 21 del regolamento del marmo tracciano un solco tra quelle stesse imprese e la città: «Quello che innescano i ricorsi – scrive infatti – non è un “semplice” problema politico con l’amministrazione. Questi atti vanno a scavare una distanza sempre più marcata non tra imprese e istituzioni, ma anche e soprattutto tra imprese e cittadini».

L’articolo 21 del regolamento consente ai concessionari di raggiungere la soglia massima dei 25 anni di periodo transitorio, anche attraverso la realizzazione di progetti di interesse generale con impatto positivo su occupazione, ambiente e infrastrutture pubbliche e non solo attraverso il potenziamento della filiera, fermo restando l’obbligo di lavorare in loco almeno il 50 per cento del materiale da taglio estratto.

«I ricorsi – continua Martinelli – non chiedono ai giudici di rivedere il regolamento per la realizzazione dei progetti a favore della città, ma di annullarlo. Queste azioni legali non sono uno strumento di confronto su aspetti della norma, ma fanno trapelare una volontà di alcuni di imprenditori di avanzare una nuova contrapposizione. Affermare pubblicamente che il regolamento approvato in consiglio comunale per stimolare imprenditori ed eseguire opere pubbliche, è sbagliato, significa volersi prendere gioco di Carrara. Mi chiedo se quella che ha presentato l’ennesima pioggia di ricorsi sia la stessa Confindustria che abbiamo incontrato poche settimane fa e che è poi uscita con soddisfazione dall’incontro sostenendo di essere pronta a fare la propria parte. Confindustria censura un testo che l’amministrazione aveva condiviso con gli industriali, con i sindacati e le associazioni ambientaliste prima della definitiva approvazione». Secondo il vicesindaco, i ricorrenti non «si sono resi conto che portando l’articolo 21 in tribunale stanno dicendo alla città che non vogliono realizzare progetti di interesse pubblico. Mi chiedo se comprendano fino in fondo le conseguenze di questo messaggio». Il vicesindaco ricorda che «il settore lapideo sta attraversando una fase delicata, dovuta ad una serie di comportamenti non edificanti di una parte di imprenditori e ad un quadro normativo in fermento visto il numero di leggi regionali degli anni scorsi e gli interventi innovativi introdotti da questa amministrazione. In questi anni – sottolinea il vicesindaco – abbiamo costruito e approvato norme a tutela dell’ambiente e di carattere amministrativo in linea con il diritto moderno, in grado di accompagnare le imprese verso un futuro in cui coniughino interessi privati e pubblici e si riequilibri il rapporto con la città». Un equilibrio, ribadisce Martinelli, «tutto da ricostruire. Non è limitandosi a pagare quanto dovuto per lo sfruttamento di un bene comune e non riproducibile che si recupera un rapporto con i cittadini logorato da anni di conflitti, incidenti sul lavoro, perdita di occupazione, violazioni di norme ambientali e fiscali. Questo mentre i fatturati lievitano. Se Confindustria ritiene che il rapporto tra imprese e cittadini sia stato già rinsaldato, allora è lontana dalla realtà».

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