La protesta
«Basta fare i camaleonti» Giannetti all’attacco di Ferri
Il sindaco di Fivizzano replica all’onorevole: la sua ricostruzione è un falso storico E sulla Don Gnocchi: venga all’inaugurazione a dirci cosa ha fatto per la riapertura
fivizzano. Sulla vicenda che ha infiammato la scena politica fivizzanese – la bocciatura del Piano attuativo di bacino estrattivo (Pabe) da parte della Regione, con l’onorevole Cosimo Ferri che ha attaccato la giunta Giannetti, interviene direttamente il sindaco.
«Io vecchia politica? Un complimento – esordisce Gianluigi Giannetti – Caro onorevole – si rivolge direttamente a Ferri – i contenuti e le modalità delle sue accuse sono l’esempio concreto della nuova politica basata sull’attacco gratuito e puramente strumentale, che cerca di creare il caos per confondere le idee e distogliere l’opinione pubblica da ciò che concretamente stiamo facendo. Sentirle dire che io sarei il vecchio modo di fare politica mi fa comprendere che sono sulla strada giusta, che il mio modo di pormi nella politica locale è di grande disturbo a chi, come lei, da secoli vive nei meandri di questo ambiente e che rappresenta un partito camaleontico che, in modo opportunistico, si trasforma per stare un po’ a destra e un po’ a sinistra, con l’unico scopo di restare sempre sul carro dei vincitori».
Ed entrando nel merito delle questioni fivizzanesi: «Mi pare – Giannetti non le manda a dire – che lo stato confusionale dell’illustrazione dei fatti rasenti il tragicomico, passando da revoche di assessori a sfiducia di presidenti a ipotetica chiusura di cave fino ad arrivare alla sanità, mettendo insieme i più disparati argomenti in un pastrocchio strumentale. La verità è ben diversa: la sfiducia al presidente del consiglio è avvenuta a seguito di gravi inadempienze amministrative e mancanze che hanno minato la trasparenza a garanzia della democrazia di un consesso pubblico come il consiglio comunale».
E per quanto riguarda il Pabe il sindaco Giannetti spiega: «Ai piani siamo arrivati grazie al grande lavoro dell’assessora Giovanna Gia, nella seduta consigliare di approvazione la maggioranza era ben consapevole di approvare un piano che non condivideva l’interpretazione dei tecnici della Regione, allo scopo di evitare qualsiasi ricorso milionario da parte di imprenditori proprietari o concessionari delle cave nei confronti del Comune, scegliendo anzi di demandare alla Regione stessa la negazione di eventuale escavazione attraverso un ricorso al Tar, decisamente meno oneroso che per le casse comunali e a salvaguardia degli interessi di tutti i cittadini, ma evidentemente il suo consigliere Diego Serafini nemmeno si è accorto di quanto detto in consiglio e questo già le dovrebbe far capire del perché gli sia stata revocata la carica di assessore».
E sul tema sanità: «Accusarmi di non essermi battuto per difendere l’ospedale è un vergognoso falso storico, evidentemente i suoi consiglieri – si rivolge ancora a Ferri – non le hanno comunicato tutto il lavoro svolto in questi mesi dal sottoscritto, dagli organi generali dell’azienda Asl e dai dirigenti Don Gnocchi, tutto documentato in verbali. Sarà mia cura invitarla alla prossima riapertura della fondazione Don Gnocchi in modo che possa pubblicamente raccontarci tutto quello che lei e i componenti del suo partito avete fatto per permettere chela ripartenza del Presidio fivizzanese avvenisse». Marco Landini
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