La protesta
«Sindaco siamo da Medioevo? Allora ci porti lei nel futuro»
Santucci (presidente della sezione lapideo di Confindustria) replica al sindaco «C’è la volontà di investire in città, ma non vogliamo che i soldi siano sprecati»
CARRARA. La replica, a distanza, arriva dopo l’intervista del sindaco Francesco De Pasquale sul Tirreno. Il primo cittadino, parlando di marmo e articolo 21 (quella norma che lega la durata delle concessioni di cava alla premialità, agli investimenti cioè fatti sul territorio) non aveva usato mezze parole: «Mi aspettavo progetti, sono arrivati ricorsi. Alcuni industriali sono ancorati al Medioevo».
A distanza arriva la replica di Fabrizio Santucci, presidente della sezione lapideo di Confindustria. «Senza polemica ma in maniere diciamo sarcastica: se alcuni di noi sono nel Medioevo chiedo a lei di portarci nel futuro, noi ci siamo pronti a partire»
Santucci entra poi nel merito: «pronti a investire sulla città, ma modalità sbagliate e da rivedere. Non è in discussione il “se”, ma il “come”»: così viene sintetizzata la posizione degli industriali del marmo di Carrara in merito alle polemiche sull’attuazione dell’articolo 21 del Regolamento degli Agri Marmiferi, che prevedono la possibilità di un allungamento delle concessioni in essere a fronte della presentazione di progetti in specifiche aree di intervento individuate dal Comune, fermo restando comunque l’obbligo di realizzare almeno il 50% della lavorazione del materiale da taglio nel sistema produttivo locale.
«Le imprese aderenti a Confindustria – spiega Santucci – non hanno alcuna intenzione di mettere in discussione il principio che sta alla base dell’articolo 21, quello che chiedono all’Amministrazione comunale è di garantire percorsi chiari e trasparenti perché al momento ci troviamo di fronte a una situazione che potrebbe produrre esiti contradditori a causa dell’eccessivo spazio che viene dato alla discrezionalità di chi deve giudicare le proposte delle aziende. In pratica può accadere che progetti simili, se non identici per qualità e quantità di investimento da parte di due imprese, abbiano risposte diverse. Il che, francamente, non è accettabile per chi deve programmare investimenti a medio e lungo termine sia in tecnologia sia in occupazione».
«Fin dalla pubblicazione della delibera, Confindustria – ricorda Santucci – ha evidenziato al Comune varie alcune incongruenze riguardanti le modalità di individuazione degli investimenti, dei relativi progetti e soprattutto del sistema di valutazione. Non a caso abbiamo costituito una commissione formata da aziende del settore, che ha avviato un confronto con l’Amministrazione comunale, indicando le criticità presenti nel sistema di valutazione, con l’obiettivo di modificarlo e giungere a soluzioni condivise. Non corrisponde al vero quindi affermare che gli industriali del marmo non vogliono investire sulla città. È vero il contrario: noi vogliamo investire come prevede l’articolo 21, ma non vogliamo che questi soldi vengano sprecati o peggio bloccati sine die in qualche cassetto di qualche apparato burocratico».
«In discussione quindi non c’è la volontà nostra a “pagare”, ma le modalità di attuazione del sistema di valutazione dei progetti ed in particolare il modo in cui viene calcolato l’allungamento della concessione – dice Santucci – Perché si tratta di un meccanismo macchinoso, che porta a risultati a nostro avviso ingiustificati, che tra l’altro penalizzano di fatto le aziende minori e sono comunque caratterizzati da estrema incertezza e genericità».
«Quello che chiediamo pertanto – è l’appello di Santucci – non è di avere “sconti” o “aiutini”, ma trasparenza e certezza. Non vi è da parte nostra alcuna volontà di rompere la trattativa, ma al contrario, l’obiettivo è quello di identificare modalità di attuazione che siano più concrete, e non ancorate a valutazioni troppo generiche che lasciano spazio ad eccessiva discrezionalità, procedendo ad identificare congiuntamente con l’Amministrazione specifici interventi che siano ragionevoli e possano coinvolgere l’intero settore industriale, in proporzione alla forza economica e produttiva di ciascuna società”.
“Come presidente della sezione Lapideo di Confindustria – conclude Santucci – mi auspico che si possano raggiungere questi obiettivi. Del resto varrebbe la pena anche ricordare che il nostro settore da tempo ha costruito un rapporto positivo con le istituzioni e la comunità apuana. Sin dal 2017 abbiamo promosso iniziative come ad esempio, tra le tante, la Fondazione Marmo Onlus, che ha attuato e finanziato varie azioni per il miglioramento del tessuto urbano, culturale e sociale. Così come non può essere dimenticato che dal marmo ogni anno arrivano nelle casse pubbliche dei comuni interessati circa 30 milioni di euro di cui circa 26-27 al Comune di Carrara, e in questi anni di ammirazione 5 stelle sono stati versati circa 57 milioni (cento miliardi di vecchie lire) , comuni di simile densità di popolazione non arrivano ad un terzo di tutto questo, credo che il nostro settore rappresenti una fetta importante del Pil di Massa Carrara, che in termini occupazionali si traduce in oltre 8mila posti di lavoro, fra addetti diretti e indiretti. Siamo cioè una realtà imprenditoriale che non si sente estranea alla comunità di Carrara e che non vuole essere trattata da estranea da parte delle istituzioni, ma da soggetto attivo che, assieme alle altri parti sociali, può dare un contributo a migliorare le condizioni economiche e quindi sociali della nostra comunità».
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