Il dolore
«Piazza Mercurio non è il Bronx, salviamola da questa nomea»
Manuela D'Angelo
massa. La “movida violenta”, lo spaccio che si è spostato da piazza Garibaldi, gli alcolici ai minorenni, i coltelli e schiamazzi notturni: tutti episodi che stanno "avvelenando" piazza Mercurio: “Ma bisogne reagire e salvare questo luogo di lavoro e socialità” dice Lino Marcuccetti, delegato per il centro storico di Massa di Confesercenti. La sua è una posizione di mediazione: «Nessuna polemica con l'amministrazione comunale, né con le forze dell'ordine- dichiara- Ognuno ha le sue responsabilità, commercianti compresi, ma sono state prese delle contromisure importanti per permetterci di lavorare ancora e continuare a restituire ai cittadini la loro piazza. Io sono fiducioso e vorrei tranquillizzare i massesi. Piazza Mercurio non è il Bronx». Dopo che spuntarono i coltelli in piazza Mercurio, era un giovedì sera di tre settimane fa, il sindaco Persiani ha emanato una ordinanza restrittiva sulle modalità di somministrazione degli alcolici; il prefetto ha intensificato i controlli, le forze dell'ordine hanno presidiato le uscite della piazza; hanno sempre circolato almeno 15 agenti in borghese e i commercianti si sono attrezzati con la vigilanza privata dentro e fuori dai loro locali. «L'episodio dei coltelli non è classificabile tra quelli di movida violenta- spiega Marcuccetti- Non c'era nessuno in piazza quella sera infrasettimanale; siamo più propensi a pensare si sia trattato di un regolamento di conti tra piccole bande. Non c'entra nulla la movida, che è fatta invece di tanti giovani che vogliono solo divertirsi». Quindi secondo Marcuccetti è bene iniziare a chiamare le cose col proprio nome: «Il problema non è la movida del week end, ma forse il fatto che le piazze di spaccio si sono spostate e che, come in tutte le città del mondo esistono piccole bande che si spartiscono il territorio e che, se si incontrano, vengono alle mani. Poteva accadere in una strada, in un vicolo. Purtroppo è accaduto in una centralissima piazza del centro storico e io sono stato il primo a denunciare l'accaduto. Ammetto- continua Marcuccetti- che il week end successivo abbiamo tutti registrato un calo di clientela, e percepito paura e tensione in piazza. Ma dopo i provvedimenti presi dal Comune e dal Prefetto la situazione è tornata alla normalità. Anzi: sento di cittadini che si sentono più al sicuro e che non hanno paura a venire in piazza Mercurio». «Via Dante è un caso a parte- continua Marcuccetti, che così risponde anche al collega Giuseppe Pieretti, titolare dell'enoteca pane e pomodoro, preoccupato per la fuga di clienti dai locali- I giovani seguono le mode; i locali vanno a periodi. Via Dante si è svuotata da anni rispetto a piazza Mercurio. La movida violenta non c'entra nulla. E dopo l'estate tutti i ristoratori come me e Pieretti subiscono un calo infrasettimanale. Mettere paura alla gente non aiuterà nessuno di noi». «Bene l'obbligo di consumare da bere solo seduti ad un tavolo dopo la mezzanotte- conclude Marcuccetti- E' un deterrente per chi voleva creare problemi; chi si siede di solito è un cliente tranquillo, che può spendere di più, che non beve molto. Se vuoi girare per la piazza o stare in piedi lo fai a mani vuote. Il mio appello è quello di salvare piazza Mercurio dall'incuria, dal degrado ma anche dalla nomea di luogo insicuro».
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