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montignoso 

Infermieri “di famiglia” per una sanità più efficace

Ivan Zambelli

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montignoso. Infermieri “di famiglia e di comunità” per dare più aiuto e sostegno ai pazienti sul territorio. Un progetto innovativo in provincia di Massa-Carrara, e che vede il comune di Montignoso in qualità di apripista. Si tratta di tre unità di personale infermieristico, e che da lunedì entreranno in servizio per andare incontro alle esigenze e ai problemi dei pazienti e delle rispettive famiglie.

«Con questo progetto gli infermieri e le infermiere diventano un presidio territoriale e un canale di comunicazione per tutti i pazienti – spiega il sindaco Gianni Lorenzetti – . Tutte le situazioni di bisogno e fragilità potranno essere affrontate con maggior forza fornendo sostegno anche alla famiglia del paziente, intervenendo positivamente nel contesto di vita e sociale di chi ha necessità di un intervento medico sanitario». In sinergia con Asl, Casa della Salute di Montignoso, nonché medici di base e personale infermieristico il territorio montignosino è stato diviso in tre aree di intervento e copertura, con assegnato un infermiere.

«Non si effettuerà solo la singola e semplice prestazione – chiarisce Anna Fornari, dirigente infermieristica della Zona Apuana – ma si cercherà di comprendere anche i bisogni e le difficoltà della famiglia, e il contesto sociale. Questo ci permetterà di verificare anche le motivazioni, il perché di quella condizione, e come fornire ulteriori aiuti. Vogliamo intraprendere una gestione proattiva della persona. Cambia la vicinanza dell’infermiere di famiglia che si fa carico delle problematiche del paziente e della famiglia». Si sta parlando quindi di un progetto che andrà a potenziare la presa in carico dei pazienti, facendo da supporto a quanto già messo in campo, come ha sottolineato l’assessora Giorgia Podestà: «Esiste già un sistema di intervento domiciliare, ma con questo progetto alimenteremo un ausilio e un conforto alla persona a 360 gradi. Verranno effettuate valutazioni sullo stato generale di salute e di vita, comprenderemo se esistono reti collaterali di assistenza e di sostegno, e in caso contrario, come riuscire a crearle. Tutti potranno sentirsi meno soli».

E che l’infermiere di famiglia renderà l’assistenza ai cittadini più snella ed efficace, lo ha ribadito con soddisfazione Monica Guglielmi, direttrice del distretto Zona Apuane. L’infermiere potrà quindi rappresentare l’interfaccia tra il medico di medicina generale e il territorio, tra il medico ed il paziente ma anche tra il medico e il contesto famigliare dello stesso. In tal senso, potrà segnalare problematiche sanitarie di nuova insorgenza o un peggioramento di quelle preesistenti. Situazioni che il più delle volte possono essere risolte nell’immediato a casa del paziente. «Avere un ulteriore antenna sul territorio potrà aiutarci a captare meglio le esigenze dei nostri assistiti ed essere più efficaci nel prendersi cura di loro», hanno concluso il responsabile della Casa della Salute Enrico Arrighi e il coordinatore dei medici di base Massa-Montignoso Armando Colle.

Ivan Zambelli

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