Proteste
Alla Don Milani 12 classi (su 22) in quarantena
La preside: «I casi sono pochi ma i ragazzi sono stati insieme in mensa». Intanto è partito lo screening con il test salivale
massa. Dodici classi su 22 della Don Milani sono finite in quarantena per alcuni casi di contagio tra i ragazzi. I casi, in realtà, sono pochi: nemmeno uno per classe. Ma così ha deciso l’azienda sanitaria, considerando il fatto che gli alunni mangiano insieme a mensa e che, nonostante le distanze e le misure di sicurezza che la scuola applica alla regola, il rischio contagio, seppur basso, può esserci. Quindi, in attesa di eseguire il tampone a tutti, i ragazzi faranno lezione a distanza.
«Nella scuola vengono prese tutte le misure di prevenzione – spiega a Il Tirreno la dirigente scolastica dell’istituto comprensivo Don Milani, Sonia Casaburo -, ma è normale che in mensa, pur con le dovute distanze, i ragazzi stanno senza mascherina e quindi un rischio c’è. In ogni caso sono decisioni che prende l’azienda sanitaria».
La Don Milani è una delle dieci scuole toscane “sentinella” in cui giovedì scorso sono partiti gli screening con i test salivari. Si tratta di una metodologia semplice e non invasiva, che può essere utilizzata per i test antigenici rapidi, in alternativa ai classici tamponi. Si tratta infatti di un tamponcino che il bambino deve tenere in bocca per qualche secondo e ha lo stesso valenza dei test molecolari.
Il progetto è partito in una scuola ogni provincia e il test sarà effettuato ogni quindici giorni, in modo da monitorare l’andamento di eventuali contagi e tenere sotto controllo focolai infettivi tra i ragazzi, qualora dovessero verificarsi. Il progetto regionale è frutto di un lavoro congiunto tra i due assessorati, sanità e istruzione, delle loro strutture tecniche, e dell’Ufficio scolastico regionale, che insieme alle Asl collaborano in stretta sinergia per la riapertura delle scuole in presenza e in sicurezza. «Durante la prima fase di screening – spiega la preside – era emerso un solo caso positivo. Quindi un numero veramente basso. Poi sono emersi altri casi in seguito». Il prossimo test -su base volontaria – verrà effettuato il prossimo giovedì. Nei primi due mesi la raccolta dei campioni avverrà a scuola da parte del personale sanitario poi, dopo un periodo di formazione, saranno gli stessi genitori a poterlo fare in autonomia a casa ai figli, consegnando il materiale con l’etichetta a un referente scolastico che, a sua volta, si assicurerà che arrivi nei laboratori per le analisi.
M. C.
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