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Consegnata una piastrina alla figlia di Elio Federici: l’alpino disperso in Russia
MULAZZO. Adriana, la figlia, e Laura, la nipote, dopo 79 anni sono tornate in possesso della piastrina di riconoscimento dell’alpino Elio Federici, disperso in Russia. L’emozionante cerimonia si è svolta domenica scorsa durante le celebrazioni in onore della Madonna del Don, organizzate dal locale Gruppo Alpini guidato da Francesco Fogola. Questo è stato possibile grazie al “Gruppo Armir, il ritorno dall’oblio” guidato da Enia Accettura, che era riuscito a recuperare il prezioso oggetto nel 2019. In molti erano presenti alla toccante cerimonia: la popolazione, il Gonfalone comunale, il vessillo della sezione Alpi Apuane, i gagliardetti dei Gruppi Alpini di Fivizzano, Gassano, Licciana, Bagnone, Filattiera, Mulazzo e dei paracaduti in congedo della Folgore. E poi il sindaco Claudio Novoa e il maresciallo capo dei carabinieri Erica Silvestri. Naturalmente i famigliari dell’alpino disperso in Russia, Renato Borzacca, che ha donato la cornice del quadro dedicato alla Madonna del Don, Filippo Pedinotti e Pier Giorgio Belloni, organizzatori della manifestazione. E inoltre Sauro Lambruschi, capo dei duemila volontari alpini del quarto raggruppamento e i vice presidenti della sezione Alfredo Dell’Amico e Graziano Bertolini.
«È con grande orgoglio e commozione che gli alpini della provincia rendono onore all’artigliere Elio Federici e a tutti i Caduti in terra di Russia», ha dichiarato il presidente della sezione Alpi Apuane di Massa Carrara, Domenico Mori. Commoventi poi le parole di Pier Giorgio Belloni che ha ricordato la ricorrenza della festa della Madonna del Don, sempre onorata a Mulazzo, e la figura dell’alpino Elio Federici, e ha recitato la preghiera dell’Alpino. Ma il momento più significativo e importante è stato quando durante la celebrazione della messa, officiata da don Marco Giuntini, il sindaco ha consegnato la piastrina alla figlia Adriana accompagnando il gesto da commosse e sentire parole. Elio Federici era un soldato del 4° reggimento artiglieria degli alpini. Era scomparso il 31 gennaio del 1943. Fu uno dei 3200 alpini, su 3600 che erano partiti con il 4° Reggimento, che non fecero più ritorno a casa. Dopo 79 anni ai suoi cari è giunta la sua piastrina di riconoscimento, un piccolo ma prezioso oggetto, testimone purtroppo di una atroce tragedia.
Marco Landini
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