La manifestazione
Processo Corini, chiesta la nullità della sentenza
lunigiana. Processo Corini: per i legali della difesa il processo è da rifare e la sentenza di primo grado da annullare. Lo sostengono nel loro appello i difensori (Valentina Antonini e il professor Luigi Alibrandi) dell’avvocata Giulia Feliciani, condannata in primo grado alla pena di quattro anni. Nei confronti di Giuliana Feliciani, avvocato e amica che aveva lavorato in studio con Corini, le accuse erano invece di circonvenzione d'incapace e uso di testamento falso, per aver incassato 200 mila euro sulla base di un documento redatto dalla stessa Marzia Corini. Nel maggio scorso era stata condannata a 15 anni anche Marzia Corini: per l’accusa uccise il fratello avvocato per l’eredità per l’eredità.
Marco Corini, avvocato di molti vip, è morto il 25 settembre 2015, lo stesso giorno in cui aveva programmato un incontro nella sua casa di Ameglia col notaio, per precisare le sue volontà sul testamento. A cinque anni dalle accuse la Corte d’assise del tribunale di La Spezia aveva condannato a 15 anni Marzia Corini, accusata di aver ucciso nel 2015 il fratello, avvocato tra gli altri di Gianluigi Buffon con una sedazione letale. Assieme a lei, condannata anche l’avvocato ed ex collega di studio dell’uomo, Giuliana Feliciani, a 4 anni.Al centro dell’inchiesta che ha portato al processo per omicidio l’importante patrimonio testamentario dell’avvocato. Adesso il colpo di scena con una richiesta di appello di 350 pagine (una vera e propria tesi di laurea) presentata dai legali della Feliciani e di cui potrebbe beneficiare anche la stessa Marzia Corini e che quindi potrebbe stravolgere l’esito del processo di primo grado.
La richiesta preliminare è l’assoluzione per tutti i capi di imputazione nei confronti dell’avvocato Feliciani. E si chiede anche la dichiarazione di nullità della sentenza. Quello che è stato eccepito dai legali Antonini e Alibrandi è il “vizio” della partecipazione del pm Monteverde al processo, dopo che era scaduto con i termini dell’applicazione. Insomma un tecnicismo per sottolineare che il pubblico ministero sarebbe rimasto un anno in aula in maniera illegittima.
Una richiesta, quella della difesa Feliciani, che potrebbe riaprire un delicatissimo processo.
A.V.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
