Il Tirreno

il caso 

Cerca di farsi restituire il prestito ma la ex lo denuncia per stalking Va a processo e viene assolto

M.C.

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massa. Era stato denunciato dalla ex compagna per stalking perché, a detta sua, la perseguitava con messaggi, pedinamenti, minacce. Ed è vero che la cercava. Lo ha ammesso lui stesso in aula, chiarendo però che lo faceva perché cercava di farsi restituire un maxi prestito.

Il settantenne, difeso dall’avvocata Lara Balderi, è stato assolto dal giudice monocratico Ermanno De Mattia perché il fatto non sussiste. Le motivazioni del tribunale non sono ancora note: verranno depositate entro sessanta giorni dall’udienza, ma è probabile che le prove dei bonifici presentate dal difensore, abbiano contribuito a far cadere le accuse a carico dell’uomo.

I fatti risalgono al 2019. Secondo la ricostruzione della procura, gli atti persecutori nei confronti della ex compagna, 55enne, sarebbero iniziati a gennaio, quando l’anziano avrebbe iniziato a presentarsi sotto l’abitazione e al luogo di lavoro ella donna «offendendola e minacciandola di morte con frasi come “mi dispiace ma ti devo ammazzare”», si legge nel capo di imputazione.

Avrebbe anche effettuato «numerose e ripetute chiamate alla sua utenza telefonica» e anche agli amici per trovarla. In un episodio avrebbe cercato anche di salire nell’auto della donna, dopo averla incontrata in un centro commerciale.

I presunti atti persecutori sarebbero andati avanti fino al novembre del 2019, quando sarebbe accaduto l’ultimo episodio. Un litigio ripreso dalle telecamere di videosorveglianza in cui si vedono i due discutere animatamente, ma non c’è audio.

Tutto questo, secondo la procura, aveva «ingenerato in lei un fondato sempre l’incolumità propria e dei propri congiunti nonché un perdurante e grave stato di ansia e di paura». Per questo era arrivata a chiedere e ottenere dal giudice per le indagini preliminari anche la misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla donna e «dai suoi prossimi congiunti»: l’anziano doveva mantenere una distanza di almeno 200 metri da quei posti e della persona offesa.

In aula, l’anziano ha respinto tutte le accuse, sostenendo di non aver mai minacciata la donna, né tanto meno di averla aggredita. Ha però confermato di averla cercata più volte e in tutti i modi, al telefono, sotto l’abitazione, anche nel luogo di lavoro, ma solo perché, appunto, voleva che gli fosse restituito il mega prestito. Prestito dimostrato da alcuni bonifici fatti alla ex compagna, che l’avvocato Balderi ha recuperati presentato in aula. L’ultima udienza si è tenuta l’11 ottobre. Il pubblico ministero ha chiesto la condanna dell’uomo a un anno e sei mesi, ma il giudice lo ha assolto.

M.C.

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