Gioco
Torna a casa dopo 79 anni la piastrina di Elio Federici
L’ultimo ricordo dell’alpino lunigianese disperso nella campagna di Russia è stato ritrovato dal “Gruppo Armir, il ritorno dall’oblio” e consegnato ai familiari
Marco Landini
MULAZZO. Gli oggetti, a volte, raccontano. Raccontano del passato, di dolori e gioie, tragedie e storie avventurose. A volte sono ancora di più: certi oggetti sono l’unica memoria di persone scomparse. Come la piastrina di riconoscimento di Elio Federici, disperso in Russia durante la Secoinda guerra mondiale. Ebbene, quella piastrina farà ritorno a casa. Dopo 79 anni.
La piastrina Era stata ritrovata nella località russa di Voronezhkaya dove Federici era deceduto in battaglia nel secondo conflitto mondiale. Nel 2019 fu recuperata dal Gruppo “Armir, il ritorno dall’oblio” guidato da Enia Accettura la quale descrive l’oggetto rirtovato: “è integro, composto da due lamine” e commenta “lacrime di gioia e di consolazione per la famiglia Federici e noi felici più di tutti”.
La consegna della piastrina militare avverrà domenica nell’ambito dei festeggiamenti dedicati alla madonna del Don, organizzati dal gruppo Alpini di Mulazzo col capogruppo Francesco Fogola. A riceverla saranno gli eredi dell’alpino scomparso, la figlia Adriana Federici con la nipote Laura, che dopo tanto tempo potranno riavere il prezioso oggetto appartenuto al proprio famigliare disperso in guerra.
Il tutto è stato possibile, come detto grazie al Gruppo “Armir, il ritorno dall’oblio” che dopo il rirtovamento della piastrina che era appartenuta al militare lunigianese, ha preso contatti con il Comune di Mulazzo. Da lì i contatti per la cerimonia della consegna della piastrina sono stati portati avanti dalla nipote di Elio, Laura, che si è fatta portavoce di tutti i parenti ancora in vita, che saranno presenti alla cerimonia; il vigile urbano del Comune di Mulazzo, Filippo Pedinotti,grande amico degli alpini e da sempre impegnato nel sociale e da Pier Giorgio Belloni, uomo che incarna i valori alpini della fraternità e della solidarietà, il quale commenta: «Con la consegna della piastrina si rende onore a Federici e a tutti gli Alpini e soldati caduti in terra di Russia. E agli uomini che dopo la marcia di Davai sono morti nei campi di concentramento russi». Elio Federici era un soldato del 4° reggimento Artiglieria degli Alpini. Era scomparso il 31 gennaio del 1943. Insomma fu uno dei 3.200 alpini, su 3.600 che erano partiti con il quarto reggimento, che non fecero più ritorno a casa. Solo 400 furono i fortunati che sopravvissero alla guerra. Per questo il 4° reggimento Alpini, che subì enormi perdite umane e di materiali ebbe la decorazione della Bandiera con la medaglia d’oro al Valore Militare. Il programma della cerimonia di riconsegna di domenica prossima prevede alle 9,30 l’ammassamento presso la piazza della Gioventù di Arpiola, alzabandiera e sfilata verso la chiesa parrocchiale di San Giuseppe dove è esposta l’effige della Madonna degli Alpini. Alle 10 la santa messa in onore della Madonna del Don con la recita della preghiera dell’Alpino, a cui seguirà il momento della consegna della piastrina militare alla famiglia Federici. 10,45 processione al Monumento Alpino con deposizione di un omaggio floreale e saluti delle autorità.
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