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La Don Gnocchi non riapre per mancanza di medici

M.L
La Don Gnocchi non riapre per mancanza di medici

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FIVIZZANO. Interviene l’azienda Usl Toscana nord ovest sulla questione della mancata riapertura del polo Don Gnocchi di Fivizzano. «La riapertura – scrive in n una nota – è importante anche per noi perché in questa fase soprattutto l’attivazione dei posti letto di cure intermedie e di hospice ci permetterebbe di gestire al meglio le dimissioni di pazienti fragili che non necessitano di cure ospedaliere». Gli incontri che si sono svolti con la direzione della struttura riabilitativa e con il sindaco Gianluigi Giannetti, prosegue l’Asl «sono sempre stati costruttivi. Il lavoro svolto nei mesi scorsi ha portato alla definizione del numero dei posti letto di cure intermedie, hospice, riabilitazione e per gli stati vegetativi, necessari a coprire il fabbisogno della zona. Resta il fatto - che la carenza di personale medico disponibile a coprire i turni notturni è una realtà con la quale purtroppo conviviamo da tempo. Nell’ottica di una fattiva collaborazione con Don Gnocchi, abbiamo attivato ogni istituto nella nostra disponibilità per reperire internamente il personale che la Fondazione Don Gnocchi non è riuscita a reclutare: è della settimana scorsa il bando che abbiamo diffuso all’interno dell’Asl per raccogliere la disponibilità di medici dipendenti di medicina interna, geriatria, fisiatria, anestesia e rianimazione, con l’obiettivo di ricoprire, in attività aggiuntiva, i turni ad oggi scoperti. Ci auguriamo che questa ulteriore azione porti i risultati sperati. Rimane il fatto che la Don Gnocchi ha un’autonomia di impresa e quindi è giusto che, nell’ambito delle proprie competenze, si faccia carico delle problematiche specifiche».

Sulla questione interviene anche il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Vittorio Fantozzi, il quale chiede che la Regione faccia chiarezza sulla gestione dei servizi del polo Don Gnocchi di Fivizzano e si domanda: «Può una struttura privata interrompere l’erogazione di un servizio pubblico affidatogli?»

Quanto alla mancanza di medici che sarebbe la vera ragione della chiusura del centro, Fantozzi dice: «Più volte, soprattutto nelle aree periferiche e montane, abbiamo denunciato la carenza di personale sanitario, chiedendo alla Regione di intervenire con soluzioni immediate e concrete». E infine l’annuncio: «Come Fratelli d’Italia abbiamo presentato una proposta di legge alla Camera dei Deputati, che prevede incentivi, economici e professionali, per riportare i medici nelle zone disagiate». M.L

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