Sicurezza
Morì in porto a 41 anni Una targa per Lorenzani
carrara. Alessandro Lorenzani aveva 41 anni ed era un operaio del porto di Marina di Carrara. Era impegnato a scaricare una nave all’ormeggo in banchina Fiorillo quando è stato travolto da un muletto di grandi dimensioni, di quelli utilizzati per issare i contenitori sulle navi. Alessandro camminava a piedi in banchina. L’uomo alla guoida del muletto non lo ha visto. l’operaio non ha sentito il rumore del mezzo. E ci è finito sotto. Una tragedia. Purtroppo una delle tante, troppe che ancora si verificano sui luoghi di lavoro.
Da quel tragico pomeriggio di agosto sono passati poco più di tre anni, era il 2018. Ma il ricordo di Alessandro Lorenzani è vivo, con ciò che significa la memoria di quanto gli è accaduto: un monito perché non accada più o quanto meno si faccia il possibile perché non si verifichino più morti come la sua.
La dimostrazione di ciò è arrivata dalla cerimonia di ieri a La Spezia in occasione della 71esima edizione della Giornata Anmil per le vittime degli incidenti sul lavoro, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. La manifestazione principale quest’anno si è svolta al Teatro Civico di La Spezia con la partecipazione del ministro del Lavoro Andrea Orlando, del presidente della commissione di inchiesta del Senato sulle condizioni di lavoro in Italia Gianclaudio Bressa, del Presidente nazionale Anmil Zoello Forni, del presidente dell’Inail Franco Bettoni e molti altri. Tra i partecipanti anche il presidente dell’Autorità sistema portuale del Mar Ligure Orientale Mario Sommariva. In memoria di Alessandro Lorenzani è stata consegnata a Emanuele Menconi, rls di sito del porto di Carrara, una targa.
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