Il Tirreno

il dibattito sulle cave  

Benedetti (Fi): «Il presidente del Parco si dimetta»

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massa. «Leggiamo che esiste un progetto di ripristino ambientale di cava Focolaccia nel versante massese. Che bello! Ci domandiamo però, come mai nessuno, fino ad oggi, ne abbia parlato con il Parco delle Apuane». Così il presidente del Parco, Alberto Putamorsi, torna sul tema che anima il dibattito politico massese: la previsione di chiusura di alcune cave in area protetta – compresa la Focolaccia – nell’ambito della pianificazione dell’ente Parco. Ipotesi subito duramente contestate dal Comune che proprio ieri annunciava di essere costretto a rinunciare a propri progetti. Putamorsi non le ha mandate a dire: di qui progetti il Parco non sa nulla «eppure l’ente avrebbe un tantino di competenza in merito!. Aspettiamo fiduciosi che qualcuno ce ne porti a conoscenza. Fino ad oggi le richieste da parte del Comune di Massa sono state ben altre. Si sottolinea, però, che i progetti di ripristino ambientale possono essere attuati sempre. Purché si tratti di ripristino e non già di coltivazioni mascherate.Del resto, che cava Focolaccia debba chiudere il Parco lo disse già nel 2002 e sta scritto nel Piano paesaggistico del 2015. Di cosa stiamo parlando, dunque?» chiosa Putamorsi.

Ma difficilmente sul tema si placheranno le acque. Lo dimostra la resa di posizione del presidente del consiglio comunale di Massa, Stefano Benedetti, nonché vice coordinatore provinciale di Forza Italia dal quale arriva la richiesta di dimissioni di Putamorsi. Benedetti ricorda in prima battuta le finalità che dovrebbe perseguire l’ente regionale nell’ambito della redazione del Piano integrato del Parco (Pip)e ricorda che «il Comune di Massa non ha un proprio rappresentante in seno al consiglio del Parco e conseguentemente si “trova” a subire scelte di pianificazione non concordate tra enti nel rispetto delle prerogative istituzionali reciproche, nel mentre è stato già adottato dal Comune di Massa il Pabe che è strumento di pianificazione dell’attività estrattiva nel comprensorio apuano». Benedetti mette intanto dei paletti – sentenze alla mano – relativamente alle competenze del Parco sulle aree contigue di cava. «Il Parco con l’illogica previsione di uno strumento di pianificazione avulso dal contesto locale vorrebbe ridurre in modo unilaterale e arbitrario le attività estrattive legittime e previste dalla pianificazione sovraordinata regionale, Piano regionale cave, a danno dell’economia del territorio in rapporto all’occupazione, all’indotto e ai tributi di estrazione e concessione – afferma Benedetti – Il problema serio è la strumentalizzazione politica che evidenzia un comportamento inaccettabile da parte del Parco gestito dal centrosinistra, che in modo spudorato e contestabile utilizza uno strumento della comunità per boicottare il nostro comune solo perché di centrodestra e nel farlo, però, forse non si rende conto di danneggiare seriamente tutta la comunità e l’ economia più importante della zona. Nel chiedere le dimissioni del presidente Putamorsi, mi appello ai referenti dei Comuni all’interno del consiglio di amministrazione, compreso quello di Seravezza, affinché rivedano questa posizione deleteria e distruttiva».

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