Il Tirreno

LA SFIDA

Frida Kahlo e Marilyn: 12 volti sui panettoni Dogliani

Alessandra Vivoli
Le nuove confezioni "Donne pensanti" del Biscottificio Dogliani e accanto Margherita Dogliani
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Le nuove confezioni "Donne pensanti" del Biscottificio Dogliani e accanto Margherita Dogliani

Le scatole diventano vere opere d’arte realizzate dalle donne in cerca di riscatto 

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La fabbrica. La produzione di dolci e biscotti. Le donne: le donne che escono da situazioni difficili e che lottano per un lavoro che significa indipendenza, che allontana dalle case rifugio e dalle situazioni estreme. Tutto questo, insieme, diventa un progetto, un messaggio. E si traduce, con grande semplicità, in tantissimi confezioni realizzate a mano, originali portatorte e panettoni prodotti nella fabbrica di viale Zaccagna.

Sono “scatole” speciali in cui campeggiano i volti di 12 donne, da Virigina Woolf a Marilyn Monroe, da Greta Thunberg a Rita Levi Montalcini, passando per Lina Wetmuller e Frida Kahlo. Le loro storie sono rese accessibili a tutti, sono scritte nelle peragmene che accomnpagnano ogni contenitore. Ogni torta, ogni panettone. Questa è la fabbrica che pensa, e questa è Margherita Dogliani la donna che, insieme ai fratelli Franco e Bernardo, porta avanti l’azienda di famiglia, il Biscottificio Dogliani, e da sempre percorre la strada della contaminazione fra pensiero e produzione, fra cultura e lavoro ad esempio con la rassegna che ogni estate fa del parcheggio della azienda un palcoscenico teatrale. Questa volta Margherita ha voluto lasciare una traccia, nella vita di tutti i giorni, nei carrelli della spesa e nelle tavole apparecchiate per la festa. Da qui nasce il progetto “Vite pensanti” realizzato in collaborazione con Atelier delle donne, l’associazione che aiuta le donne, alcune ospiti di case rifugio, a ricostruirsi una vita. Attraverso il lavoro. «In un’epoca così complessa– spiega Margherita Dogliani – dove si parla ogni giorno di femminicidi e dove si registra una sempre maggiore mancanza di donne nei ruoli apicali, nei ruoli di potere, abbiamo pensato di dare un segnale. Abbiamo parlato di donne, di donne pensanti. Le loro storie, le loro battaglie sono rese accessibili possono essere conosciute da tutti: in ogni scatola di panettone si parla di una donna pensante,. di una donna che ha lasciato traccia. Un piccolo gesto, un contributo e il segnale di contaminazione fra cultura e lavoro, fra produzione e pensiero». E l’idea di Margherita, con la collaborazione dell’atelier massese è stata tradotta nel migliore di modi: le scatole, gli involucri portatorte sono vere e proprie opere d’arte. E, l’auspicio per l’azienda dei fratelli Dogliani e vederle davvero arrivare in più case possibile: quest’anno infatti si spera di aumentare la produzione di panettoni e dolci di Natale, dopo due anni in cui la pandemia ha condizionato i consumi. «Noi abbiamo sempre lavorato – commenta Margherita – e garantito il posto ai nostri sedici dipendenti. Adesso abbiamo già assunto due stagionali, proprio in vista delle festività». Insomma la fabbrica non si ferma. E nemmeno il pensiero.

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