Il Tirreno

l’analisi del voto 

Con Lorenzetti ri-vince l’intera giunta Nessun eletto in quota a Fratelli d’Italia

I.Z.

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montignoso. Nel nuovo consiglio, la prima cosa che salta gli occhi è la conferma in toto della giunta uscente. Segno che i cittadini hanno voluto premiare i singoli assessori per le cose fatte nei 5 anni passati, da quelle che attengono più alla sfera dei bisogni e delle necessità, come il settore Sociale, fino a quelle meno appariscenti ma altrettanto importanti, come il Bilancio. Resta tuttavia da capire se Lorenzetti confermerà le nomine oppure se cambierà qualcuno. É altrettanto significativo vedere l’ingresso della maestra Gina Gabrielli in consiglio, una figura che sicuramente potrà dare il proprio contributo, al proseguimento del percorso avviato sulle scuole. Mutano, seppur di poco, le gradazioni di colore all’interno della maggioranza: 3 più 1 dal Partito democratico, 3 di Sinistra civica ecologista, 1 di Rifondazione , 1 di Italia viva, 1 dal Partito socialista, 1 civica e uno di Decide il popolo.

Situazioni diverse invece tra le opposizioni. Il centrodestra si è presentato alle elezioni a trazione Fratelli d’Italia: lo era la candidata Manuela Aiazzi, lo erano 5 candidati su 12. E anche la campagna elettorale è stata in gran parte gestita da Fdi. Tuttavia, nonostante l'impegno nessun candidato del partito di Giorgia Meloni è arrivato in consiglio. Anzi, a passare sono stati due in quota Lega, che prendono il testimone di Andrea Cella. Appare quindi evidente che la Lega a Montignoso è il partito di destra con il più grande ascendente, e a dirlo sono i numeri delle preferenze: la Lega, con tre candidati, ha portato a casa un totale di 240, più del doppio dei 5 di Fratelli d’Italia fermi a soli 113, e sorpassati dai due di Forza Italia, a 136. Ma proporzioni interne a parte, il centrodestra aumenta nei seggi, passando da uno a tre.

Infine, è il turno di Con te per Montignoso, l’alleanza tra Montignoso democratica, Movimento Cinque stelle, Verdi e comitati. Assenti candidati espliciti dei primi, tre erano del M5s, e due Verdi. Il resto civici. Il pentastellato che prende più preferenze è il consigliere uscente Paolo Lenzetti, a quota 89. Troppo pochi per provare a tornare in aula. Ma in totale per i pentastellati non va meglio: 192. Non pervenuti i Verdi, né in campagna elettorale né al voto: solo 2 voti, e tutti a Roberto Nicoli, addirittura zero la collega Manuela Valsega. Passa, invece una civica, Donatella Berti, con un passato in Sel.I.Z.

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