Il dolore
Sanac, no dei sindacati a incontro a Firenze
Cgil, Cisl e Uil: il tempo della solidarietà è finito, servono risposte dal Ministero. Domattina l’assemblea dei lavoratori
massa. Lo hanno deciso insieme: stamani Cgil, Cisl e Uil non siederanno al tavolo della commissione regionale sullo sviluppo economico per parlare di Sanac. Non lo faranno perché – spiegano – non è di incontri interlocutori che hanno bisogno, ma di interventi concreti, risposte e soluzioni da parte del Ministero.
Nei giorni scorsi la possibilità di un’acquisizione da parte di Arcelor Mittal è sfumata definitivamente: il colosso dell’acciaio non si è presentato di fronte al notaio e l’amministrazione straordinaria Sanac ha deciso di incassare il milione di euro della fideiussione. L’azienda non ha un compratore, per cercarne uno serve una nuova gara internazionale al Ministero con tempi di nove, dieci mesi e il milione di euro non garantisce neanche una boccata d’ossigeno a Sanac. Nessuna speranza per il futuro e cali di fatturato pesanti. Sanac, infatti, produce materiale refrattario per gli altiforni dell’ex Ilva a Taranto. Quello stabilimento è adesso di Acciaierie Italia, la nuova società formata da Arcelor Mittal e Invitalia, l’agenzia statale per l’attrazione degli investimenti. Insomma, a gestire l’ex Ilva c’è pure il pubblico, ma nonostante questo, Acciaierie Italia ha ridotto drasticamente le richieste a Sanac di refrattari che acquista da terzi.
«La società Sanac non sta più ricevendo ordini da parte di Acciaierie d’Italia dal mese di giugno e circa il 60 percento della produzione di materiali refrattari del gruppo Sanac va ad Acciaierie d’Italia – fanno il punto in una nota condivisa Nicola Del Vecchio, segretario Filctem Cgil, Stefano Tenerini, segretario Femca Cisl e Massimo Graziani, segretario Uiltec – È chiaro ed evidente che se questa situazione si protrarrà nel tempo, ci saranno notevoli problemi produttivi, di efficienza nei costi e occupazionali, come già annunciato dai commissari, con un forte incremento della cassa integrazione e con una possibile chiusura di siti produttivi. Riteniamo che un nuovo bando di gara (per la vendita del gruppo Sanac ndr) e mancanza di ordini possano mettere a repentaglio la sopravvivenza del gruppo, dopo i buoni risultati produttivi e occupazionali raggiunti nei primi nove mesi del 2021. Sono mesi che stiamo chiedendo un incontro al ministero per lo sviluppo economico, purtroppo senza successo. Pertanto – ecco l’annuncio che non saranno a Firenze – non intendiamo più prestarci ad iniziative di questo tipo, il tempo della solidarietà è finito, servono risposte, chiediamo alla commissione e a tutte le istituzioni locali e regionali di essere al nostro fianco nelle prossime iniziative di lotta che assieme ai lavoratori metteremo in atto».
Iniziative su cui lavoratori e sindacati faranno il punto domattina: per le 9.30, infatti, è convocata l’assemblea nel piazzale dello stabilimento.
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