L’avatar di Dante arriva al castello Malaspina di Massa per insegnare la Divina Commedia
Un sensore scannerizza il volto producendo un codice con il quale viene stampata una terzina associata
MASSA. Un modo innovativo per riscoprire Dante o per conoscerlo in maniera inedita e personalizzata. Da ieri mattina al castello Malaspina è attivo il progetto Divina! , ovvero un avatar a intelligenza artificiale prodotto dal laboratorio Astro dell’Università di Pisa, in collaborazione con Foll. ia Lab, AcaS3D, e l’artista digitale BluPXLs.
Il progetto rientra nelle celebrazioni che il consiglio regionale della Toscana ha voluto dedicare al Sommo poeta.
«È una grande occasione ospitare Divina! qui a Massa-Carrara –ha commentato Giacomo Bugliani, in rappresentanza del consiglio regionale– in un meraviglioso contesto come il castello Malaspina e poi in una splendida e suggestiva occasione che ci porta ad un’inedita riscoperta di Dante e della sua opera magna».
Del resto Dante, prosegue, ha avuto grandi legami con la nostra terra e i Malaspina, specie in Lunigiana, «ed essere la quinta ed ultima tappa di questa mostra itinerante è un motivo di orgoglio».
Esposizione che l’amministrazione comunale di Massa ha ospitato con piacere, e tanta curiosità, come ha dichiarato l’assessore alla Cultura ed Istruzione Nadia Marnica. Curiosità perché l’avatar interagisce con l’utente, rilasciando delle terzine personalizzate sulla base del riconoscimento facciale.
In pratica uno sensore scannerizza il volto, creando un codice univoco, «con un grado di fallibilità pari allo 0, 12 per cento», ha spiegato Andrea Piemonte, del laboratorio Astro, «simile quindi a un’impronta digitale».
Il codice contiene tre versi, provenienti da tre cantiche diverse, e il prodotto è un’inedita terzina. Tutto questo, in una cornice artistica e tecnologica, con monitor e schermi di lunga data, meccanici ed analogici. Una procedura che richiede pochi minuti, al termine del quale viene rilasciata la terzina stampata con sotto il codice, cosicché l’utente possa andarsi a rivedere a quale canto il suo volto è stato associato.
Ed è singolare che in tutte e tre si possono trovare tracce di se stessi: ad esempio qualche difetto, tratto caratteriale, cenni geografici, che non necessariamente sono esplicitati nel verso ma lo sono nel canto di provenienza.
«Questo –conclude Andre a Piemonte – è un progetto che coinvolge tre ambiti, tecnologico, umanistico, ma anche artistico. I quali si vanno a concatenare, basti pensare al ventaglio di tecnologie ivi presenti, da una telescrivente di 90 anni fa all’intelligenza artificiale. È in sostanza una sintesi tra la nostra identità e la modernità, ed è un invito a riscoprire Dante, attualizzandolo».
Invito specialmente rivolto ai giovani e agli studenti, come auspicato dall’assessore Marnica, e pure dal prefetto Claudio Ventrice, entrambi presenti insieme ad altri rappresentanti delle istituzioni.
Per visitare il Dante virtuale c’è tempo fino al 9 ottobre, e per l’occasione l’ingresso al castello sarà gratuito, così da consentire una più ampia partecipazione possibile, e anche di visitare la fortezza.
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