Il Tirreno

la testimonianza 

Bloccati nel sottopasso «Ecco come siamo usciti dall’auto sott’acqua»

Luca Dini

Il racconto di Annamaria e  Emanuali rimasti intrappolati in via Oliveti per colpa  del maltempo: «Persone  meravigliose ci hanno aiutato»

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Luca Dini

MASSA. Una domenica di paura, per fortuna a lieto fine, e un grande gesto di solidarietà. Annamaria Lugenti ed Emanuele Rocchiccioli, coniugi di Castelnuovo Garfagnana, sono le due persone rimaste bloccate in auto nel sottopasso di via degli Oliveti a Massa a causa del violento temporale che si è abbattuto in zona apuana nella giornata di domenica. A distanza di qualche giorno, Annamaria racconta quei minuti di terrore e vuole ringraziare Genziana e Leonardo, una giovane coppia di origine albanese che li ha soccorsi e ospitati. «Siamo stati fortunati – racconta Annamaria, dipendente Cooplat all’ospedale Santa Croce di Castelnuovo – . Siamo riusciti ad abbandonare l’auto con le nostre gambe e poi abbiamo trovato persone meravigliose che ci hanno aiutato».

La coppia stava tornando da Parma dove era stata a trovare la figlia Marta. «Sulla Cisa il maltempo imperversava, ma quando siamo arrivati vicino a Carrara il cielo era più chiaro e così abbiamo deciso di uscire dall’autostrada – racconta Annamaria – . Abbiamo pensato di passare da Antona, fare insomma il Passo del Vestito che è la strada più breve che collega la zona apuana a Castelnuovo». Lungo il tragitto, però, si alza un forte vento e il meteo cambia all’improvviso. «Mio marito Emanuele ha pensato allora che fosse meglio tornare in autostrada e non affrontare un tragitto montano. Così abbiamo invertito la marcia e ci siamo trovati in via degli Oliveti a Massa. Avevamo un’auto davanti a noi e quando è entrata nel sottopasso si è alzata un po’ d’acqua, come succede quando si transita su una pozzanghera. Quando è stato il nostro turno, si è alzato un cumulo importante che è finito all’interno del cofano della nostra Renault Clio. E il motore si è spento». La coppia capisce subito di trovarsi in una situazione di emergenza: Emanuele, oggi pensionato, fa parte della protezione civile di Castelnuovo con il gruppo degli Autieri e fiuta subito il pericolo. «Eravamo in mezzo alla strada quindi abbiamo deciso di contattare subito il 112, trovando il numero occupato – racconta Annamaria – . L’auto che viaggiava in direzione di marcia opposta rispetto alla nostra ha compreso la situazione, io ho abbassato il finestrino e spiegato che non riuscivo a contattare i soccorsi. In poco tempo, Emanuele si è trovato l’acqua ai piedi e io mi sono voltata vedendo che i bocchettoni del marciapiede anziché ricevere acqua, la stavano buttando fuori come una turbina. In meno di un minuto il livello è salito tantissimo, sono riuscita ad aprire lo sportello e mi sono trovata nell’acqua all’altezza della vita. Siamo scesi preoccupandoci di recuperare solo i documenti. Sono scene che quando vediamo in televisione, ci chiediamo come sia possibile rimanere intrappolati. Tutto è successo velocemente, l’acqua sarà stata alta tre dita ed è arrivata all’altezza dello sportello rapidamente».

«Ci teniamo a ringraziare Genziana e Leonardo, la coppia che ci ha soccorso – dice Annamaria –. Ci hanno hanno ospitato nella loro casa fino alla fine del temporale e ci hanno dato gli abiti per cambiarci. Quando ha smesso di piovere, ci hanno accompagnato in un albergo a Marina di Massa e poi in un supermercato per fare la spesa necessaria. Il giorno dopo è venuto nostro figlio Michele a recuperarci».

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