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cronaca

A Carrara la Divina Commedia è un’opera di marmo

L’artista armeno Vighen Avetis ha realizzato nel laboratorio della cooperativa scultori il suo omaggio al sommo poeta


02 ottobre 2021 Alessandra Poggi


CARRARA. L’arte come un vangelo. Lo scultore come un profeta, messaggero di speranza. Questa la filosofia che attraverso lo scalpello plasma le opere dello scultore armeno Vighen Avetis, che proprio in queste ore sta ultimando la scultura “La Divina Commedia” all’interno del laboratorio della Cooperativa scultori di via San Martino 1. L’opera lunedì mattina partirà per Bruxelles, dove dal 4 al 14 ottobre sarà esposta al museo C-Mine Genk in occasione della mostra “Dante 700. Divine parole”, organizzata con il patrocinio del Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, direzione generale per gli italiani all’estero. Una mostra di sedici artisti con una sola opera in marmo, quella di Vighen, uno scultore che oltre a rappresentare l’Armenia e Carrara è riuscito a condensare in una scultura tutti i tre cantici danteschi. L’opera non a caso richiama la geometria che regge l’impianto della Divina Commedia: il cubo, la sfera e la piramide. E proprio la piramide, in marmo bianco e levigato, funziona da messaggio di speranza: all’interno della piramide c’è un buco, una fessura, dove è collocata una miniatura in argento di Dante e Virgilio, illuminata da un’altra fessura, in grado di creare un suggestivo effetto ottico. Per vederli bisogna avvicinarsi e come dice lo stesso Vighen “mettere il naso dentro il purgatorio”.
Vighen (armeno apostolico) è un cultore del sommo poeta, conosce perfettamente la Divina Commedia, ed è molto religioso:“l’arte è come un vangelo – dice – e l’artista è il suo apostolo”.

L’evento
In occasione delle celebrazioni dedicate ai 700 anni dalla morte del sommo poeta, la “Società Dante Alighieri” insieme con le sedi di Belgio e Olanda, ha organizzato un evento multidisciplinare nell’ambito di Dante 700 nel mondo. La curatrice dell’evento è Alice Claudia Lenaz, responsabile della direzione artistica della “Società Dante Alighieri Comitato di Genk”. L’evento è reso possibile grazie al sostegno del Comites, nella persona del presidente Raffaele Napolitano, del Cgie, del Ministero degli Affari Esteri (nominato, su 500, dal ministro Luigi Di Maio durante l’apertura ufficiale di Dante 700 nel mondo alla Farnesina). Sostenuto e promosso anche da Stad Genk e dall’organizzazione del complesso culturale C-Mine. Con la partecipazione dell’ambasciata italiana a Bruxelles, dell’Istituto italiano di cultura, della società Dante Alighieri, della Fondazione “Venerabile Compagnia dei Quochi” e del gruppo relativo ai beni culturali palazzo Spinelli.

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