Il Tirreno

in consiglio 

Esselunga, avanti tutta per il potenziamento

Ivan Zambelli

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massa. Prosegue l’iter per il potenziamento dell’Esselunga del viale Roma, ma il dibattito non cambia. Il consiglio comunale ha adottato le controdeduzioni alla variante Esselunga, ovvero la modifica alla scheda norma contenuta nel Regolamento urbanistico.

Per ricapitolare la vicenda bisogna partire dal 2013, quando la catena espresse la volontà di potenziare il punto vendita.

Per farlo, la società doveva acquistare dei terreni, di cui uno comunale, e si impegnava in una serie di opere pubbliche, come due rotonde, rifacimento di strade, alberature e concedendo al Comune un contributo di un milione e 100 mila euro per la Rinchiostra. Ma da allora è rimasto solo su carta, e un po’ di cose sono cambiate, tanto che l’anno scorso Esselunga espresse la volontà di rinunciarvi. L’amministrazione comunale riuscì a giungere ad un compromesso: il potenziamento si farà, ma più contenuto. In totale, si passa da un intervento da 45 milioni di euro a 15, conservando le opere pubbliche, l’aumento seppur ridotto del punto vendita e del magazzino, le alberature, pavimentazioni e fognature bianche. Ma crolla il contributo, da più di un milione a 300 mila euro. Adottata a maggio, lunedì è stato il momento delle controdeduzioni alle osservazioni avanzate, essenzialmente di carattere burocratico e procedurale, e che non cambiano la sostanza dell’intervento. E di conseguenza, non sono mutate le posizioni su quella variante. Come a maggio, le opposizioni hanno accusato l’amministrazione di aver fatto una sorta di sconto tutta a favore di Esselunga, andando così a snaturare l’interesse generale che ha portato alla variante. Lo ricorda ad esempio Stefano Alberti, del Pd: «La variante fu adottata anche in virtù di quel milione di euro, e che è stato inserito come contributo privato per l’intervento alla Rinchiostra nel Piano delle periferie. Adesso si è ridotto, motivando con il ridimensionamento. Ma la riduzione è di 1. 000 mq, pari al 37 per cento, mentre il contributo ha subito un taglio del 72 per cento». «Esselunga si impegna con 300 mila euro per la Rinchiostra –aggiunge Volpi– ma potrebbero diminuire se le rotonde dovessero costare di più». In sostanza, per Pd e colleghi, si dà una serie di agevolazioni a un’impresa che nel 2020 ha fatturato miliardi di euro, e calano i benefici a carico della città. Ancora più critici i colleghi del Movimento 5 stelle, contrari da sempre al potenziamento, specie per le ricadute in termini di concorrenza per i negozi quartiere. Esselunga, ritiene il pentastellato Paolo Menchini, «non ha bisogno di punti vendita, ma di magazzini. Queste rotonde mi sembrano più funzionali a questo: via vai di mezzi per portare la spesa a casa». «Non aumentano i posti di lavoro –rincara la collega Mencarelli-, ma li toglie. L’alternativa però qual era, si domandano dalla maggioranza. Guadagnucci, FI: «Il contributo si è ridotto, ma gli altri interventi sono rimasti. L’alternativa era non concludere nulla. Possiamo dirci soddisfatti, anche se non si è raggiunto il massimo».

Ivan Zambelli

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