Sicurezza
Prendono servizio a Massa quattro nuovi magistrati
Sono tutte donne e giovani: hanno prestato giuramento lunedì in corte di assise L’organico della procura torna al completo dopo quasi due mesi a metà
massa. Sono arrivate le quattro nuove pm della procura di Massa. Tutte donne e tutte giovani fresche di tirocinio. Sono: Elena Marcheschi, che arriva da Firenze, Clarissa Berno da Venezia, Giulia Giancola da Torino e Marianna Di Palo da Napoli. Hanno prestato giuramento lunedì mattina in corte di assise davanti al giudice Augusto Lama. Adesso, la procura di Massa, da mesi sottorganico, può dirsi completa.
A fine giugno era infatti andato via un magistrato. Cioè Roberta Moramarco (assegnata alla procura di Trani, in Puglia), titolare di importanti inchieste tra cui, l’ultima, quella sui furbetti del cartellino in Provincia, arrivata solo davanti al gup. Inchiesta che dovrà essere quindi assegnata a una delle nuove sostitute.
A metà agosto, poi, ha lasciato Massa anche Alessia Iacopini (andata a Prato). Sue le inchieste sui presunti abusi nella caserma dei carabinieri, sulla cooperativa Serinper e sulle mazzette in Provincia per il rilascio delle autorizzazioni per il trasporto eccezionale. Fascicoli di inchiesta infiniti che dovranno essere riassegnati. Di queste, solo per la prima è iniziato il dibattimento.
Per due mesi quindi la procura è stata retta dal solo procuratore capo, Piero Capizzoto, e da due altri magistrati: Marco Mansi, che rimane nell’organico, e Rossella Soffio, che invece da domani torna a La Spezia.
Tre magistrati hanno fatto il lavoro di sei. Il personale previsto per la procura massese è di cinque sostituti più il procuratore capo. Ma già dallo scorso inverno – quando hanno lasciato Massa i due pm Alessandra Conforti e Alberto Dello Iacono – erano rimasti quattro più uno. Poi tre più uno. In media, con l’organico al completo, ogni magistrato apuano segue 583 fascicoli all’anno contro noti dal giudice ordinario. Con l’organico ridotto di uno, i fascicoli a testa sono saliti 700. A tre, nemmeno a contarli. La squadra torna quindi al completo (almeno sulla carta) e ai nuovi magistrati spetterà il compito di prendere in mano le fila di inchieste che stanno segnando la storia della giustizia apuana.
Rimane il problema del carico di lavoro per il tribunale. Massa ha solo cinque giudici penali per occuparsi di tutti i casi di una provincia di 190mila abitanti: dal primo di aprile, uno di loro è stato assegnato a Lecce per 18 mesi, lasciando la sezione sotto organico. Motivo per cui il presidente del tribunale Paolo Puzone, ha chiesto un magistrato distrettuale o, in alternativa, l’applicazione di una delle misure previste dall’ordinamento, quindi l’applicazione endodistrettuale, che significa prendere un altro giudice da un altro distretto, e mandarlo qui per fare i processi. Richieste rimaste, per il momento, senza risposta.
M.C.
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