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Fivizzano 

Don Gnocchi chiusa lavoratori in piazza: «Vogliamo la verità sul futuro del polo»

Marco Landini
Don Gnocchi chiusa lavoratori in piazza: «Vogliamo la verità sul futuro del polo»

I dipendenti del centro riabilitativo costretti da luglio scorso a ferie forzate o trasferiti nelle strutture di Massa e La Spezia 

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Marco Landini

FIVIZZANO. Incertezza, preoccupazione e incredulità tra le lavoratrici e i lavoratori del polo di Riabilitazione della Fondazione Don Carlo Gnocchi di Fivizzano, che non sanno ancora dove dovranno svolgere il proprio turno lavorativo a partire da domani, primo di ottobre. La loro azienda infatti non l’ha ancora comunicato, non è stato ancora reso noto, cioè, se il centro di Fivizzano verrà riaperto o se i lavoratori dovranno continuare ancora – e per quanto tempo – a essere “delocalizzati” neel altre strutture della Fondazione Don Gnocchi nello spezzino e a Marina di Massa. Una situazioneincredibile per i lavoratoei e tutto questo si aggiunge il disagio che molti pazienti lunigianesi, che hanno bisogno di cure riabilitative, continuano a subire in quanto vengono dirottati presso la struttura Don Gnocchi di Marina di Massa da quando in Lunigiana, a Fivizzano, il centro attiguo è chiuso dal primo del luglio scorso.

Ieri mattina all’esterno della struttura denominata alla sua inaugurazione nel marzo del 2014 “salvagente dell’ospedale cittadino” si sono riuniti in assemblea i dipendenti della struttura. Supportati dal segretario regionale Cisl-Funzione pubblica Enzo Mastorci. Un’assemblea piuttosto animata in cui i dipendenti della Fondazione della Don Gnocchi hanno espresso tutti i loro disagi e i timori per il futuro: chi ha raccontato di essere costretto a ferie forzate dal primo del luglio scorso, chi è stato trasferito presso i centri della Fondazione di Marina di Massa o La Spezia. Ma quel che è grave è che i loro prossimi turni sono oscuri: dal primo di ottobre dove lavoreranno? Nessuno tra i loro superiori sa fornire informazioni utili sull’ubicazione lavorativa nei prossimi giorni. Che dire, una vergogna.

«Vogliamo sapere la verità sul futuro del centro Don Gnocchi di Fivizzano” questa è la richiesta forte ed elementare emersa al fine dell’assemblea. Infatti i tempi di chiusura per gli interventi di sanificazione e manutenzione, indicati in 40 o al massimo 50 giorni, sono stati abbondantemente superati. Il che accenda il sospetto che lo stop possa non essre stato dovuto soltanto alla necessità di sanificare i locali che erano stati impiegati come reparti Covid nella fase più dura della pandemia.

« Come Cisl-Fp – si legge nel comunicato diffuso al termine dell’assemblea – avevamo già fatto osservare che i tempi di per questi tipi di interventi ci sembravano troppo lunghi». E si passa ad oggi, dopo innumerevoli richieste inascoltate. « Siamo ancora alle promesse con i tempi che si dilungano, vogliamo sapere la verità. Ad oggi ( 29 settembre) nessuna lavoratrice e nessun lavoratore è ancora a conoscenza di quello che sarà il proprio futuro». Insomma per le lavoratrici e i lavoratori la situazione è inaccettabile «anche in considerazione dei grandi sacrifici che gli stessi hanno dovuto svolgere nel lungo periodo della pandemia quando si sono trovati a dovere svolgere obbligatoriamente un servizio rischioso ed estremamente faticoso nei reparti Covid». Insomma per il sindacato e i lavoratori tutto questo è inaccettabile «anche perché non ci viene fornita nessuna notizia», scrive ancora la Cisl-Fp. Quindi ecco la richiesta avanzzta formalmente dal sindacato: «Vogliano sapere in maniera ufficiale quali sono i motivi perché la chiusura si sia protratta ad oltre 90 giorni». In mancanza di certezze e in attesa di risposte, sindacato e lavoratori proseguono la mobilitazione e annunciano che martedì prossimo in occasione del mercato settimanale che si svolge nel capoluogo fivizzanese verrà indetta una manifestazione di protesta con la presenza della Cisl provinciale e dei dipendenti della struttura Don Gnocchi di Fivizzano.

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