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Accordo non trovato, slitta la riapertura del centro Don Gnocchi
FIVIZZANO. “Fumata nera” sulla riapertura del centro di riabilitazione della fondazione Don Carlo Gnocchi di Fivizzano. Anche l’ultimo incontro tra l’Asl e i dirigenti della Fondazione pare non abbia prodotto alcun accordo circa le modalità di riapertura dell’importate centro, chiuso dal primo dello scorso luglio. Quindi anche la data prevista del 30 settembre è sfumata.
L’ennesimo incontro al quale era presente anche il sindaco di Fivizzano Gianluigi Giannetti. Il quale riferisce che le riunioni e i confronti proseguiranno anche nei prossimi giorni per organizzare i servizi e per garantire una riapertura duratura di sviluppo e in totale sicurezza. «La data di apertura slitterà di qualche giorno rispetto al comunicato delle scorse settimane che prevedeva la data del 30 settembre», ha dichiarato. Intanto i pazienti del comprensorio lunigianese vengono inviati presso il centro della Don Gnocchi a Marina di Massa, tra mille disagi, per eseguire pratiche di riabilitazione funzionale. E con lo stesso personale della struttura, anch’esso lunigianese, che continua da tre mesi a svolgere il proprio lavoro nelle strutture dello spezzino e della costa apuana.
« Ennesimo rinvio a cui segue l’ennesima riunione», scrive in una nota la minoranza consigliare di Alternativa per il Futuro, «il sindaco Giannetti ha ormai confermato la sua incapacità nel gestire la questione Don Gnocchi. Una normale sosta per la sanificazione dei locali si è trasformata in un tragicomico procrastinarsi della data d’apertura, un’altra promessa alla quale forse non crede più nemmeno lui, dato la sua evanescente presenza politica al di fuori delle mura medicee. Un peso politico non pervenuto tra le mura dei palazzi dove si decidono le sorti di questa città e dei suoi abitanti a cui, in campagna elettorale, aveva promesso mari e monti».
Da qui l’appello: «Caro sindaco ci dica come stanno davvero le cose: se doveva trattarsi solo di normali interventi di manutenzione e sanificazione, a che servono tutte queste riunioni? Quali trame si tessono all’insaputa dei cittadini? Qual è il vero stato delle cose? Non sarà arrivato il momento di dire davvero le cose come stanno?». M.L.
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