Il dolore
Ora c’è lo stato di emergenza Chiusi anche i due cimiteri
massa. Il giorno dopo, la drammaticità del “ciclone” che si è abbattuto su Massa emerge ancora tutta. Nei danni, nelle strade interrotte, nelle scuole ko, nei tetti messi a dura prova. In quelle centinaia di famiglie ancora senza corrente elettrica.
I due cimiteri cittadini non sono accessibili: il vento ha inferto ferite pesanti alle pensiline, ha sollevato le coperture. A Mirteto i cipressi, come accaduto ai pini in ogni angolo della città, cedono sotto la forza del vento e finiscono a terra.
In tarda mattinata il sindaco Francesco Persiani, con due ordinanze, dispone la chiusura di entrambi i cimiteri: devono esser messi in sicurezza.
Ogni angolo della città tecnici del comune, protezione civile , vigili del fuoco. I pompieri non ce la fanno a rispondere alle centinaia di richieste che arrivano dall’intero territorio: a sostenerli arrivano anche i colleghi di Torino.
Molte famiglie chiedono che siano effettuate verifiche sulla statica delle loro abitazioni, sui tetti che hanno perso tegole e guaine di impermeabilizzazione. Una parte della guaina se n’è andata anche dal tetto di un edificio di edilizia popolare, in via Saseno, a Romagnano. I tecnici dell’Erp questa mattina sono saliti sul tetto per rimuovere le parti a rischio caduta e questa mattina inizieranno i lavori di ripristino per scongiurare possibili infiltrazioni. Un quadro devastante anche in montagna: il territorio chiede alla Regione lo stato di emergenza. Lo chiede anche il consigliere regionale democratico Giacomo Bugliani.
E lo stato di emergenza arriva, ieri, in serata, per l’intera Toscana: «Raccoglieremo tutte le dichiarazioni di danni che saranno presentate e documentate dai Comuni – spiega il presidente della Regione Eugenio Giani – e le valuteremo in base alla disponibilità finanziaria che arriverà dalla prossima variazione di bilancio. Sul riparto decideremo dopo novembre, una volta concluso il periodo più critico per le allerte e le piogge autunnali».
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