Il Tirreno

i “500 in battigia” 

«Montagne di soldi spese per opere inutili e a vantaggio di pochi»

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massa. “Ma è sensato spendere milioni di euro pubblici, con risultati perlomeno incerti, per contrastare l’erosione?” È l’interrogativo principe dell’intervento sul tema della difesa della costa avanza il gruppo dei “500 in battigia”, che si batte per una spiaggia “veramente libera”. I “500” parlano di «un triste battibecco» tra amministrazione locale e Regione: «E sconcertante la disinvoltura con cui l’assessora Monni parla dei milioni investiti per un ripascimento che, perfino a detta di quei bagni che ne hanno goduto, è uno strumento palliativo, temporaneo, dispendioso e inutile se non nel brevissimo periodo (fino alla prossima mareggiata). Negli ultimi 5 anni la Regione ha speso per questo ben 4,5 milioni. Somma destinata ad aumentare vista la costituzione nel 2021 addirittura di una task force che si occupi di “risolvere” il problema erosione. Dall’altro lato, il Comune di Massa che, a gran voce, chiede un tavolo istituzionale e pare avere la soluzione: altri soldi per un ripascimento urgente e l’introduzione delle barriere di ripopolamento ittico Tecno-Reef che risolverebbero definitivamente il problema».

Ma, ricorda il movimento dei bagnanti, «costa, spiagge e mare, sono un bene comune da tutelare in funzione della sua natura e non da ripascere in funzione esclusivamente del profitto di alcune famiglie titolari di concessioni. Possibile che per garantire maggiori introiti per un periodo brevissimo e per poche famiglie o società si debbano togliere dalle tasche dei cittadini toscani milioni di euro? Per noi è assurdo. Pensi piuttosto, la Regione, a deliberare finalmente circa la percentuale di litorale da lasciare alla libera fruizione. Pensi piuttosto, il Comune, a un Piano dell’arenile che metta fine al dilagare di strutture fisse, inamovibili, deturpanti l’ambiente e assolutamente inadeguate alle previsioni dei processi erosivi. Occorre smettere di considerare la spiaggia solo ad appannaggio di un manipolo di concessionari che la utilizzano stregua di una loro proprietà. E i cittadini sarebbero anche stufi di pagar di tasca propria ciò che mai in nessuna forma tornerà loro indietro».

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