Il Tirreno

la sindaca di fosdinovo 

«No ai costi di CarraraFiere a carico della sanità pubblica»

«No ai costi di CarraraFiere a carico della sanità pubblica»

2 MINUTI DI LETTURA





carrara. Sul centro vaccinale al CarraraFiere, Camilla Bianchi, sindaca di Fosdinovo, ha una visione diversa da quella dei colleghi di Massa, Carrara e Montignoso che hanno scritto al presidente della Regione Eugenio Giani chiedendogli di mantenere l’hub nella sede attuale. La sindaca, infatti, non soltanto ritiene che le valutazioni debbano essere fatte, tenuto conto dei costi, in base alle reali esigenze della campagna vaccinale, ma invita anche a tenere separate le questioni hub e futuro di Imm–CarraraFiere: «Il centro vaccinale – scrive – è stato aperto per sei mesi, dall’aprile del 2021, per un costo totale approssimativo di affitto di 750mila euro. Sono d’accordo con chi afferma che “l’hub è un’esperienza positiva di un servizio sanitario che funziona”. Ha vaccinato tanto e bene, è stato risolutivo. Ma oggi la situazione è diversa, si può quindi rispondere alla domanda: perché oggi abbandonare questa scelta? Perché siamo di fronte alla terza dose dei fragili che viene somministrata a domicilio. Presumibilmente in un prossimo futuro affronteranno la terza dose gli ultra ottantenni e gli ospiti delle case di riposo (sempre a domicilio) poi i sanitari (negli ospedali). Un hub così grande non ha quindi senso a breve. Abbiamo strutture pubbliche in grado di rispondere, come valida alternativa, alla problematica della terza dose, che è ancora da definire nella sua articolazione dal governo. Penso agli ex ospedali di Carrara e Massa, alle case della salute nei comuni lunigianesi, agli ospedali di Fivizzano e Pontremoli, ed anche ai distretti nei piccoli comuni, utilizzando le risorse risparmiate per attrezzare eventualmente quei luoghi laddove ce ne fosse bisogno. Questo permetterebbe – continua Camilla Bianchi – non solo di abbattere i costi, ma di portare il vaccino più vicino alle persone, anche nelle aree più disagiate. Abbiamo imparato a prenotarci, le somministrazioni non sono più complicate come in aprile, le gestiamo più agevolmente, utilizziamo quindi le strutture a disposizione risparmiando soldi pubblici, della sanità e dei cittadini». E su Imm: «Non confondiamo i temi: i problemi di CarraraFiere non possono essere a carico della sanità pubblica, ma devono essere affrontati e soluti su altri tavoli».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La protesta

Milano, scontri al corteo sul carovita: tavoli e sedie contro la polizia. Ci sono feriti – Disordini anche a Torino e Bologna

di Redazione web