Sicurezza
La Cgil alla Regione: salvi il centro vaccini «Ha saputo rilanciare una visione»
Paolo Gozzani: non è solo questione di soldi, ma di un progetto di sinergie per la valorizzazione di questo territorio
Chiara Sillicani
CARRARA. È vero: centro vaccinale e Imm–CarraraFiere sono legati a doppio filo. E quel legame non sta soltanto nella convenzione, in vigore fino al 30 settembre, in base alla quale Asl occupa – e paga – il padiglione E del CarraraFiere per ospitare hub, centrale di tracciamento e call center aziendale. Il legame si sostanzia anche – e Paolo Gozzani, segretario provinciale della Cgil ne è certo – in una continuità di visione, in un progetto che punta sulla sinergia e valorizzazione del territorio, che mette al centro i lavoratori e li rende parte di un percorso. Perché con quello scopo e quella vocazione – ricorda Gozzani – è nata Imm CarraraFiere, «poi il territorio, a partire dagli imprenditori e da Confindustria – il segretario davvero non le manda a dire – ha abbandonato l’idea intendendo il marmo unicamente come escavazione. Non c’è più la visione complessiva di una filiera, dal marmo alle macchine per il taglio alle ruspe impiegate al monte. La fiera era una idea lungimirante per la valorizzazione, non solo di un prodotto, ma di un intero territorio. L’abbandono della fiera è quindi l’abbandono di un progetto».
Un progetto naufragato per scelta politica, quindi. Scelta «scellerata – la definisce Paolo Gozzani – e di cui sono vittime i 24 lavoratori di Imm–CarraraFiere». Certo – il segretario provinciale della Cgil lo riconosce – la convenzione con Asl ha dato «una boccata d’ossigeno a Imm–CarraraFiere e ai suoi lavoratori, ma ha rilanciato anche – aggiunge – una visione, ha offerto un’opportunità ad una comunità che di rado si misura e mette alla prova con pratiche di sinergia». Pratiche per il cui rilancio è nata CarraraFiere e che l’hub ha rilanciato: «Quella del centro vaccinale è stata un’ esperienza bellissima e dai risultati importanti. Ha coinvolto lavoratori e pensionati, medici, infermieri operatori sanitari, il mondo dell’associazionismo e del volontariato, le cooperative e le agenzie interinali. È stata per la città e la comunità di Carrara una esperienza qualificante, l’esperienza della sinergia nel prendersi cura della salute di tutti noi in una fase unica e delicatissima».
L’hub per Gozzani ha valorizzato un sistema, rilanciato una visione e garantito massima efficienza nella risposta e «quando le cose funzionano, si mantengano, non si cancellano».
Vero che l’epidemia – è la speranza di tutti noi – passerà e passerà l’emergenza e la necessità di un mega hub, ma il segretario della Cgil vede nel lavoro del centro vaccinale un “by pass”, un’opportunità per collegare la passata esperienza della fiera e della valorizzazione del territorio ad un progetto futuro nella scia di quell’esperienza. Chiudere l’hub è per lui una dispersione di «lavoro e know how».
Ecco allora l’appello, rivolto alla Regione e all’azienda sanitaria Toscana Nord Ovest: «Come Cgil chiediamo che il centro vaccinale rimanga negli spazi attuali per valorizzare un’esperienza che funziona e per non disorientare cittadini e lavoratori in un periodo già molto complesso».
Appello a Firenze, quindi, che una decisione ancora non l’ha presa: l’hub a Marina di Carrara – e questa è un’evidenza – costa parecchio, circa 4mila euro al giorno e la Regione, con un bel meno 400 milioni nel fondo sanitario, nella speranza che arrivi la copertura statale, alle spese deve stare attentissima. Ma dalla Regione – e conseguentemente da Asl – il no al rinnovo della convenzione ancora non è arrivato. Molto dipende, infatti, dalle scelte nazionalisul prosieguo della campagna vaccinale. © RIPRODUZIONE RISERVATA
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