Il Tirreno

Una vicenda annosa 

«Una sede per gli anarchici» La Fai “rivuole” il Politeama

C.F.

A 13 anni dallo sgombero dallo storico palazzo la federazione dei libertari e l’archivio Germinal non hanno ancora uno spazio  

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carrara. Alzano la voce gli anarchici: chiedono notizie sulle sorti della storica sede Fai nel palazo Politeama e una sede alternativa per la storica Federazione.

A 13 anni dallo sgombero per inagibilità del Politeama, che poi subì rovinosi crolli interni, i Gruppi anarchici riuniti Fai chiedono, causa cedimenti strutturali, di avere notizie in merito agli spazi assegnati sin dal 1945 alla Federazione anarchica italiana per meriti nella Resistenza e nella lotta antifascista.

«Qualora non fosse possibile ritornare nei locali storici in tempi brevi – scrivono il gruppo Germinal, il Malatesta Gragnana e i Gruppi Anarchici Riuniti – chiediamo che ci venga assegnata, con le stesse modalità, una struttura adeguata e consona a ospitare la sede politica e a permettere la fruibilità del prezioso archivio storico Germinal».

Gli anarchici ricordano che Carrara è stato l’unico territorio occupato dove formazioni autonome anarchiche hanno combattuto contro il nazifascismo. Per questi meriti riconosciuti dal Comitato Liberazione Nazionale venne loro assegnata la sede del Politeama. Da quel momento la Faia ha ottenuto i locali della sede politica e di quei locali che poi sarebbero diventati l’archivio storico. Le fu riconosciuta anche la gestione del salone che da sempre è stato messo a disposizione della collettività, Scuola di danza, feste, convegni e congressi sono stati ospiti di quegli spazi. E lì i gruppi Fai hanno continuato la loro attività politica e sociale compresa la gestione delle cooperative del Partigiano, cooperative di consumo anarchiche e le colonie Bernieri ai Ronchi. Un impegno militante continuato fino allo sgombero. «Tredici anni di silenzio – dicono ora – hanno dimostrato il disinteresse delle istituzioni, viceversa la voce libertaria e del comitato Politeama non si è ha mai smesso cessato di denunciare. Non chiediamo medaglie, ma vogliamo affermare che non riconoscendo ciò viene meno una parte importantissima della Resistenza e della storia della città e soprattutto della forza politica fautrice di conquiste sindacali e sociali epocali».C.F.

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