Sicurezza
Bar e ristoranti pieni e tanta gente da fuori «Con-vivere da lode»
La città, in un’estate di grande lavoro per i locali, scopre il turismo culturale: dall’aperitivo alla cena ci sono stati grandi numeri
Alessandra Poggi
CARRARA. Con-vivere promosso a pieni voti dal mondo della ristorazione.
Il festival della Fondazione Crc piace in particolare perché porta gente nuova in città, stranieri, ma anche persone da varie parti D’italia che grazie al festival conoscono la città e la sua ospitalità. Così è per Andrea Diamanti della Vinaccia di via Verdi: «Con-vivere porta gente da sempre. Fortunatamente quest’estate in città è andata bene per tutti, ma con il festival ho notato una differenza, che arrivano persone da fuori, molti stranieri, ma anche da Viareggio, Livorno o Milano, ed è una cosa bella. È vero che abbiamo lavorato tutta l’estate, noi abbiamo fatto il tutto esaurito ogni sera, ma vedi gente nuova, e vedi un interessamento per la città. La gente che viene da fuori si rende conto della bellezza che è Carrara, non che ha, perché se alzi lo sguardo vedi i monti, vedi i monumenti, i palazzi. Si respira aria di bellezza». «Noi siamo abituati a vedere la nostra bellissima città e spesso non ci facciamo caso, a me è capitato mentre ero di fretta di alzare lo sguardo e vedere l’Accademia, mi sono detto ma che palazzo spettacolare è? Forse è questo che manca a noi, e chi viene da fuori guarda la città con altri occhi. Con-vivere è un ottimo veicolo per promuovere la città. Il centro si sta ravvivando – prosegue Diamanti della “Vinaccia”– molti locali hanno aperto anche prima del bando Carrara Si Cura. Bene così, forse la gente è anche stanca di andare a Marina, preferisce passeggiare in tranquillità godendosi le offerte. L’unico appunto è che troppi negozi che non sono di somministrazione sono chiusi, le luci attraggono, bisognerebbe restare aperti». Ottimo anche per Nadia Cavazzini del Re bacco di via Loris Giorgi il bilancio di Con-vivere: «Ogni anno risveglia l’interesse nei confronti di Carrara grazie allo sviluppo di temi di grandissima attualità. Abbraccia il pensiero di tantissime persone che si vedono proiettate in una realtà dinamica e interessante, ma che a mio avviso deve in futuro dare molto spazio ai giovani, che sono il nostro futuro. Flusso importante che segna la fine di una stagione già molto vissuta e che vede una città con un volto un po’nuovo. Grazie a Con-vivere Carrara arriva anche nel cuore di persone che non la conoscevano prima. Da parte di tutto il mondo della ristorazione locale un grazie. Un invito a continuare a coinvolgere tutti i settori e quest’anno, forse per la prima volta, un Con-vivere fatto anche di partecipazione del tessuto cittadino, degli artisti e artigiani locali, fatto di partecipazione di giovani che attraverso e grazie a Carrara Si Cura hanno dato volume e colore a queste quattro giornate».
E questa edizione di Con-vivere è promossa anche per Cristina Bencivinni del caffè Crema di via Roma: «Perfetto come sempre e organizzazione impeccabile, la segreteria di Con-vivere chiama noi ristoratori, partecipa, informa, ci manda i ragazzi, avvisa quando arrivano e quanti sono, dovrebbe essere così anche per il comune, basterebbe un po’di comunicazione, e loro la sanno fare veramente bene. Ci rendono partecipi della festa, ci chiamano per avere menù, prezzi che facciamo scontati, ci mandano i volontari, vengono loro a pranzo. Sento solo critiche positive». Festival ok per il settore anche per Lucilla Santucci del Leon d’Oro di piazza Alberica: «Non è più Con-vivere pre Covid, ed è normale per le distanze, ma è un evento che porta gente. Noi siamo sempre favorevoli a queste iniziative, e a quelle del comune».
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