Il Tirreno

l’incendio a stabbio 

Venti ettari di verde in fumo e dietro il maxi rogo c’è la mano dell’uomo

Alessandra Poggi
Venti ettari di verde in fumo e dietro il maxi rogo c’è la mano dell’uomo

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carrara. Sono una ventina gli ettari di vegetazione distrutti dall’incendio, chegiovedì ha interessato le prime colline di Stabbio. Adesso la situazione è sotto controllo e l’incendio è stato domato. A far bruciare le colline di Stabbio è stato un uomo, che nel primo pomeriggio ha dato fuoco ad alcune sterpaglie. Il caldo, il vento e il terreno secco a causa della mancanza di piogge hanno fatto tutto il resto, propagando le fiamme e devastando mezza collina. L’incendio ha interessato in particolare la zona dietro villa Quaglino. Ed è solo grazie al tempestivo intervento dei soccorsi se le fiamme non sono arrivate fino alle abitazioni. Sono ancora in corso le indagini per capire se l’uomo stesse lavorando in un giardino o in una vigna. Una delle prime chiamate ai Vigili del fuoco, l’hanno fatta gli impiegati dell’ufficio ambiente del comune, che dall’ultimo piano dell’ex tribunale di San Martino hanno visto propagarsi l’incendio in diretta. Quella di giovedì pomeriggio è stata una lunga giornata per gli addetti ai lavori: per spegnere l’incendio sono servite quattro squadre a terra dei Vigili del Fuoco, sei della Vab, tre elicotteri della regione e due Canadair nazionali dei Vigili del fuoco. Sul posto solo la Vab ha impiegato trentasei volontari, più quelli presenti all’inaugurazione di Con-vivere. Pesante anche la situazione in città, affollata dal pubblico del festival della Fondazione Crc. Fumo, odore acre e tutti con il naso in su per guardare elicotteri e Canadair, che hanno carichi d’acqua hanno sorvolato incessantemente il cielo del centro. Una scena surreale, quasi di guerra, con la paura che l’incendio potesse arrivare fino alla zona residenziale di Montia. A rilento il traffico sul viale XX Settembre, con file di auto in salita verso la città che partivano della Centrale. Mezzi dei pompieri, auto della polizia municipale e delle forze dell’ordine hanno presidiato fino a sera il perimetro e le zone ritenute a maggior rischio. In città serpeggiava il timore di dover evacuare le case più vicine all’incendio, ma per fortuna non è servito. Per tutto il pomeriggio di ieri gli uomini della Vab, la vigilanza antincendi boschiva, hanno perlustrato il perimetro per bonificare l’area da eventuali fiamme attive, in grado di riprendere vita. L’emergenza è rientrata, l’incendio è stato spento completamente, come spiega il presidente della Vab, Fabrizio Salviati: «le operazioni di bonifica sono terminate e non è stata trovata alcuna fiamma attiva. Questo è il primo incendio che scoppia nel comprensorio in tutto il periodo di massima allerta, e questo anche grazie al lavoro di prevenzione della Vab, che ha sempre una squadra di vigilanza. Il problema è che la gente brucia le sterpaglie nonostante ci sia ancora il divieto assoluto, e questi sono i risultati. La regione lo ha prorogato fino al 15 di settembre. Per spegnere l’incendio – conclude sono servite dieci squadre a terra, quattro dei vigili del fuoco, sei della Vab, tre elicotteri regionali e due Canadair».

Alessandra Poggi

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