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l’iniziativa 

Le terzine “personalizzate” di Dante al castello Malaspina

I.Z.
Le terzine “personalizzate” di Dante al castello Malaspina

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massa. A ottobre ci sarà un nuovo inquilino al castello Malaspina: Dante Alighieri, a dispensare versi inediti a chi li chiederà. Beninteso, nessuna fuga dal mondo ultraterreno, ma un’iniziativa dalla regione Toscana per i 700 anni dalla morte del poeta fiorentino, a cui il comune di Massa ha deciso di aderire, e frutto del progetto “Divina! avatar di Dante” realizzato dal dipartimento di ingegneria civile e industriale dell’università di Pisa.

Si tratta in sostanza di un avatar, un ologramma che interagirà con il visitatore fornendogli un’inedita terzina. Con un sensore, la macchina scansionerà il volto dell’utente, e attraverso degli algoritmi basati su intelligenza artificiale e reti neurali sarà creata una maglia di vertici e facce da associare all’utente, tradotta in un codice univoco. Tale codice servirà poi per selezionare tre versi di tre cantiche della Divina commedia, che verranno elaborati per formare una nuova, inedita e personale terzina.

Detto così può suonare complicato, ma si tratta di avere alcuni versi danteschi personalizzati sulla base del proprio volto. A quel punto, una macchina stamperà la terzina, cosicché l’utente potrà conservarli a ricordo.

L’esperienza poi non si esaurisce qui, perché grazie al codice univoco l’utente potrà continuare l’esperienza su un sito dedicato come fosse un videogioco. La scelta del luogo per l’esposizione del macchinario è ricaduta nel salone a piano terra del Palazzo Rinascimentale, e qui vi resterà dal 2 fino al 9 ottobre. Per l’occasione, è stato scelto di rendere l’accesso al castello gratuito, così come l’assistenza per utilizzare l’apparecchio.

Unico requisito fondamentale è l’esibizione del Green pass al momento dell’entrata nel castello.

‘Divina’, cui partecipano anche i Comuni di Arezzo, Lucca, e le Terme di Montecatini, è stata inaugurata venerdì 3 settembre in palazzo dei Priori ad Arezzo. L’opera è stata sviluppata da un pool di ingegneri, makers e dall’artista digitale BluPXLs. Un sensore di depth scanning del 2021 e una telescrivente del 1940 collaborano insieme a 30 televisori, una stampante, un videogioco e 5 computer in una mediazione linguistica a base binaria. I.Z.

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