Il Tirreno

la vertenza e la lettera a draghi 

I sindacati su Sanac: «Rischio cassa integrazione»

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massa. Il conto alla rovescia è cominciato. E non è di quelli che possono essere presi alla leggera perché il ballo c’è il posto di lavoro di centinaia di persone. Solo a Massa circa cento.

Così il grido di allarme dei sindacati Filctem Cgil Femca Cisl e Uiltec Uild della provincia sale di tono e arriva fino a Roma.

Il conto alla rovescia è quello che riguarda la società Sanac. La dirigenza dell’azienda, che si trova in amministrazione straordinaria, ha informato i rappresentanti dei lavoratori che il 30 settembre «scadrà il termine ultimo per l’acquisizione della società, cosa che riteniamo oramai inevitabile visto che sono passati 30 mesi dall’aggiudicazione della gara, con continui rinvii che hanno determinato una serie di conseguenti proroghe della fideiussione bancaria» scrivono i sindacati in una lettera indirizzata a al presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi al ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e alla vice ministro Alessandra Todde, al titolare del Mef Daniele Franco, ai vertici di Invitalia e ai commissari di Ilva.

«Con la presente – scrivono i sindacati Filctem Cgil Femca Cisl e Uiltec Uild – , siamo a rappresentarvi la difficile e delicata situazione che si è creata nella società Sanac, come principale fornitrice di materiale refrattario per l’acciaieria ex Ilva, ora Acciaierie d’Italia dopo l’ingresso dello Stato attraverso la Società Invitalia. La società Sanac, attualmente in amministrazione straordinaria e gestita dai commissari, è stata aggiudicata ad ArcelorMittal, a seguito di gara pubblica e decreto del Mise, nel marzo del 2019. Ebbene, dopo circa 30 mesi ArcelorMittal (oggi Acciaierie d’Italia) ha sempre chiesto di prorogare la firma del contratto senza mai arrivare alla definizione dello stesso».

«Ricordiamo che il gruppo Sanac attualmente e composto da quattro unità produttive che occupano complessivamente circa 335 lavoratori, ubicati negli stabilimenti di Massa, Gattinara (Vercelli), Vado Ligure (Savona), Drogastu(Cagliari)» prosegue la nota dei rappresentanti dei lavoratori che riferiscono della riunione con la dirigenza lo scorso 7 settembre e della scadenza del 30 settembre. «Nella stessa riunione, inoltre, siamo stati informati dall’Azienda che, dal mese di giugno, non riceve più ordini di materiale refrattario da parte di Acciaierie D’Italia. Riteniamo questa condizione particolarmente grave, perché il portafoglio prodotti di Sanac è dedicato per circa il 60% della produzione ad Acciaierie D’Italia. Si creerebbe la condizione per la quale, terminati gli ordini già commissionati, a far data dalla fine di ottobre, potrebbe rallentare la produzione con la conseguente collocazione in Cigs dei lavoratori e con il relativo depauperamento del gruppo (vedi costi fissi, impianti, manutenzioni, ecc). Non comprendiamo le motivazioni di questo atteggiamento, visto che non sono stati imputati alla società Sanac problemi di competitività, qualità e puntualità di consegne, e riteniamo altrettanto grave che non siano veicolate produzioni alla stessa, atteso che c’è stata un’aggiudicazione attraverso un bando di gara che determina di fatto, le condizioni di azienda controllata».

«Chiediamo quindi al Chiediamo quindi al Governo e ai Ministeri Competenti, che ricordiamo hanno il 50% della proprietà di Acciaierie D’Italia, di intervenire immediatamente per ripristinare la normalità dei rapporti industriali e scongiurare una crisi ingiustificata della Sanac che per giunta, in questo momento, sta avendo buoni risultati dal punto di vista produttivo».

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