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La Fials in stato di agitazione per il blocco della assunzioni

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massa-carrara. Preoccupazione del sindacato Fials (Federazione italiana autonomie locali e sanità) riguardo al blocco della assunzioni deciso dalla giunta regionale. E così il sindacato indice lo stato di agitazione.

Preoccupa conoscere dagli organi di informazione che a fronte di ben 264 milioni di euro assegnati dai trasferimenti statali soltanto 70 sono stati spesi per incrementare le assunzioni. Se il dato sarà confermato e rimarrà il blocco delle assunzioni aumenteranno le difficoltà di gestione delle attività. La diffusione del virus Covid sta determinando l’aumento dell’occupazione dei posti letto e la necessità di incremento delle prestazioni. Il Fials ritiene indispensabile che la giunta regionale fornisca le dovute informazioni sulla spesa, gli investimenti in personale e strutture. Le cifre importanti spese per il personale e i grandi numeri delle assunzioni comunicati dalla Regione e dalla Usl Toscana Nord Ovest non trovano una corrispondenza nelle situazioni di difficoltà riscontrate dove rileviamo diffuse carenze di personale. I lavoratori sono da tempo sottoposti ad un lavoro stressante derivante dall’aumento delle ore di straordinario e delle prestazioni aggiuntive che hanno raggiunto livelli abnormi. I carichi di lavoro si sono aggravati con potenziali esposizioni a vari rischi e responsabilità», scrive il coordinatore Fials Massimo Ferrucci.

Che poi snocciola un po’ di datti. «Nella Usl Toscana Nord Ovest i dati sono i seguenti: la previsione di spesa per le prestazioni aggiuntive per l’anno 2021 è pari a oltre 9 milioni di euro, il saldo ( tra cessazioni e ingressi) per le assunzioni a tempo indeterminato di infermieri per tutta la Atno dal 1 gennaio 2020 al 30 giugno 2021 è stato di 358 unità ma realmente se si escludono i 29 infermieri stabilizzati già in servizio il numero effettivo è di 329 unità; si registrano, inoltre, per il primo semestre dell’anno corrente ,rispetto alle uscite 48 unità in meno. I numeri del saldo delle assunzioni risultano irrisori rispetto alle necessità della fase pandemica se rapportati a 13 ospedali ,10 zone socio sanitarie, al potenziamento delle attività territoriali e domiciliari, alle necessità dei dipartimenti di Prevenzione. In questo contesto occorre ricordare che il numero di giorni di ferie arretrate per il personale tradotto in euro ammonta a oltre 53 milioni ( bilancio consuntivo 2019)».

E conclude con un’invettiva. «Siamo contro l’incremento dei carichi di lavoro per il personale in servizio. Basta con l’aumento esagerato delle prestazioni aggiuntive, dello straordinario programmato, del costoso ed improprio utilizzo del lavoro “interinale”. Noi vogliamo le assunzioni a tempo indeterminato per dare certezza e solidità alla sanità pubblica nell’ottica di contrastare la progressiva assegnazione di prestazioni sanitarie al settore privato con il loro pagamento da parte dei cittadini. Occorre mantenere i principi universalistici e di gratuità delle prestazioni».

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