Il Tirreno

la lettera aperta di alessandra berti 

«Massa ha bisogno di teatro e di bellezza»

Sara Lavorini
«Massa ha bisogno di teatro e di bellezza»

L’attrice e regista lancia alcuni spunti di riflessione: il Guglielmi chiuso è uno spettacolo che fa male a tutta la città 

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massa. Lettera aperta al Il Tirreno di Alessandra Berti attrice, autrice, regista e insegnante di teatro originaria di Massa, che illustra le sue difficoltà a lavorare nel settore della cultura in terra apuana. «Era il mese di marzo del 2020, quando su tutti noi scoppiò una bomba che non sapevamo ancora, ci avrebbe cambiato, per sempre la vita. Abbiamo subiti perdite di persone care e conoscenti - scrive Berti - abbiamo vissuto nella paura, abbiamo perso (in molti) il nostro lavoro, abbiamo mangiato e bevuto precarietà e il non sapere cosa sarebbe potuto accadere “domani”, ci ha messo in ginocchio, ancora di più... Abbiamo e stiamo vivendo, sulla nostra pelle, restrizioni e cambiamenti. Il cambiamento più difficile è stato quello, almeno per me, di riuscire a concepirsi in nuova veste, di riuscire a reinventarsi tanto nella vita sociale, quanto nella propria professione. Il mio settore ha subito tanto: cultura e teatro ritenuti non essenziali, non necessari sono stati letteralmente congelati, come sospese le nostre vite. Ho lavorato profondamente su me stessa - continua - ho redatto bilanci e ho voluto vedere tutto questo, come un’opportunità. Così ho pesato ogni cosa mi sono domandata: che cosa realmente mi è necessario per vivere? Ecco: io non posso fare a meno del mio Teatro Civile. Non posso fare a meno di portare dei messaggi, di credere nella ricchezza dell’arte e dell’umanità, non posso fare a meno di ricercare la bellezza, anche dove, bellezza, sembra non esserci». «Non posso abbandonare la mia terra, la mia città, solo perché “andar via” sarebbe più facile. Questo 12 agosto - racconta Berti - sono tornata in scena con uno spettacolo teatrale scritto e diretto da me, omaggio all’immensa Alda Merini produzione TeatroLabOfficina23 e Aics Musica e Spettacolo (quest’ultima fondata nel 2004 insieme a Mario Maestrelli), inserito negli eventi del Comune di Massa Palcoscenici Stellati ed è andato in scena con un grandissimo successo. Lo spettacolo, sono felice, arrivato dopo quasi due anni di vuoto e stop dovuti alla pandemia». «Nella nostra città - analizza Berti - lo dico da tempo, c’è bisogno di spazi da adibire alla cultura, spazi da poter utilizzare, da poter abitare, per produrre “bellezza”. Una ricchezza alternativa che sia fruibile per tutti. Il non aver uno spazio, in questo momento, per me è il problema principale, oltre al fatto di non aver contributi o aiuto nelle produzioni teatrali. Occorre investire sulle realtà locali e sulla cultura, occorrono impegni concreti che vadano a riconoscere anche la professionalità degli artisti, perché anche produrre arte è un lavoro e merita rispetto. Nel mio piccolo continuerò a chiedere, a resistere, a lavorare a testa bassa, a credere nelle potenzialità di questa amata e amara terra mia, continuerò a viaggiare, andare via, ma a tornare ogni volta in quella che considero da sempre “casa”. Qualcuno mi dica - conclude - che la mia città non ha dimenticato la bellezza, cosa significhi “coltivare”, “avere cura degli dei”, amare i colori ela primavera. Il teatro Guglielmi ancora chiuso, fa tanto male»



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