Attenzione
“Sorgenti”, l’arte contro la devastazione
L’esposizione collettiva itinerante di scena in piazza Duomo La mostra-denuncia è stata realizzata da Athamanta
Alessandra Poggi
CARRARA. Si intitola “Sorgenti – Arte contro la devastazione” l’esposizione collettiva itinerante di scena nel centro città dal 10 al 12 settembre. L’inaugurazione è in programma per martedì alle 18 in piazza Duomo. Una mostra – denuncia realizzata da Athamanta, il percorso provinciale nato lo scorso anno, che si propone come spazio di discussione e sperimentazione politica sul tema dell'estrazione nelle Alpi Apuane. Lo spazio è nato dalla collaborazione tra il Csoa casa rossa occupata e “Friday For Future Carrara”, e coinvolge diverse realtà e soggetti. La mostra è il frutto di una “open call” lanciata circa due mesi fa, e vede la partecipazione di numerosi artisti locali e del territorio nazionale. «Dal 10 al 12 di settembre – spiegano gli organizzatori - le tante opere che abbiamo ricevuto riempiranno le strade e gli spazi della città di Carrara, e saranno visibili a tutti coloro che vorranno osservarle. Il nome che abbiamo scelto per questa esposizione è Sorgenti, richiama non solo le vie dell’acqua che animano queste irripetibili montagne carsiche, e che rappresentano il maggiore bacino idrico della regione ormai martoriato dall’escavazione selvaggia, ma anche il sorgere di nuove prospettive e punti di vista sul reale. Abbiamo scelto di lanciare questa open call innanzitutto con l’intento di smascherare la narrazione mitologica dell’estrazione finalizzata all’arte (l’1% del totale), e siamo felici di aver trovato anche tante scultrici e scultori a sostenerla. Oltre a decostruire questa mitologia – proseguono - tale operazione collettiva ha anche l’intento di tracciare, figurare e far emergere futuri altri dal paradigma estrattivista imposto in questo territorio come inevitabile e irrinunciabile. In un fiorire di stili, tecniche e linguaggi distinti, una caotica armonia vi accompagnerà in un viaggio polimorfo alla scoperta di un territorio dalle mille contraddizioni. Tra devastazione e cura, tra scempio e bellezza, fiumi d’arte sotterranea sgorgheranno da irripetibili sorgenti. In un territorio in cui l’arte e utilizzata spesso come la scusa dietro la quale nascondere i fatturati milionari di pochissimi, promuoviamo una mostra con l'obiettivo di descrivere il reale, le sue contraddizioni, ma anche le sue bellezze e l’immaginario che da ciò scaturisce. Chi lavora nel mondo dell’arte locale sa bene che il marmo viene ceduto a caro prezzo, e con estrema difficoltà dagli industriali, che preferiscono vendere altrove e per altri fini. Il nome Athamanta richiama una specie endemica della flora apuana a rischio di estinzione a causa delle attività estrattive e dei cambiamenti climatici».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
