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la minoranza e giampaoli 

Caso Serinper «La commissione era a costo zero»

R.M.
Caso Serinper «La commissione era a costo zero»

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massa. Sul caso Serinper e sulla bocciatura della commissione di inchiesta intervengono i consiglieri di minoranza e il presidente di Italia Nostra, Bruno Giampaoli.

I consiglieri Gabriele Carioli, Stefano Alberti,Giovanni Giusti, Alessandro Volpi, Dina Dell’Ertole, Elena Mosti, Luana Mencarelli, Paolo Menchini, Uilian Berti e Agostino Incoronato si rivolgono a Stefano Benedetti: «Dopo le farneticanti dichiarazioni del presidente Benedetti che – scrivono – tocca il punto più basso della sua negativa esperienza presidenziale, ricordiamo allo stesso presidente che la commissione d’indagine è prevista nel nostro regolamento, mentre quella formata dal sindaco è del tutto anomala. La commissione di indagine proposta dalla minoranza sarebbe a costo zero perché non è previsto alcun gettone di presenza per i lavori di tale commissione. Lo stesso Benedetti, peraltro, ha dovuto già sconfessare il voto di Forza Italia in commissione, dove la stessa forza politica si era astenuta. Il presidente del consiglio, con una delle sue solite, formidabili capriole, si era dichiarato infatti favorevole in prima istanza alla costituzione della stessa commissione, sostenendone anzi la necessità, salvo poi uscire con l’ultima sparata con cui ha sostenuto la propria contrarietà. Ribadiamo che l’opposizione non ha nulla da nascondere a differenza della maggioranza e fa fatica a comprendere come si possa ridurre una questione tanto rilevante a mere tattiche di basso cabotaggio: del resto la scombinata vicende del gruppo di Forza Italia e la fioritura di nuovi singolari simpatizzanti per la giunta Persiani non fanno presagire nulla di buono. Al presidente chiediamo piuttosto di verificare – scrivono i consiglieri – tutte quelle commissioni che sono costate migliaia di euro, convocate senza alcun reale risultato, come le cinquanta inutili sedute per uno scomparso regolamento dei dehors».

Anche Bruno Giampaoli interviene sulla commissione di inchiesta e si rivolge al sindaco cui, qualche settimana fa, ha inviato una lettera in cui esprimeva la speranza che «oltre alla costituzione come parte lesa, il sindaco avrebbe istituito anche una commissione consiliare d’inchiesta da tutti auspicata per ulteriore chiarezza. Oggi apprendiamo che la cosa non si farà lasciando così la città nel dubbio e con la sola certezza che la trasparenza e la chiarezza non fanno parte di questa amministrazione. Comunque, come rappresentanti della società civile, fuori da ogni interesse partitocratico, torniamo a chiederle di istituire la commissione consiliare d’inchiesta perché la gente vuole capire se tra gli amministratori e il personale addetto, da noi pagato, ci sia qualcuno che non ha fatto il suo dovere e in qualche modo abbia contribuito a ledere i diritti dei più deboli e indifesi cioè dei nostri figli. Il nostro sindaco, il sindaco di tutti – conclude Bruni Giampaoli – deve dare soddisfazione alla città offesa».

R.M.

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