Il Tirreno

i controlli dei carabinieri 

Ai domiciliari con il reddito di cittadinanza

C.S
Ai domiciliari con il reddito di cittadinanza

Nei guai quattro persone, non hanno dichiarato le misure cautelari a carico loro o di parenti. Hanno incassato 17mila euro 

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Massa. Uno stipendio e un’entrata sicura alla fine del mese loro non ce l’avevano. I requisiti economici per ottenere il redditto di cittadinanza, quindi, erano perfetti. Peccato, però, che nella modulistica presentata per ottenere la integrazione al reddito ed iniziare un percorso di inserimento lavorativo, quelle quattro persone, tre di origine straniera, abbiano omesso di fornire alcune informazioni. E non proprio di dettaglio.

Due di loro, sottoposti a misura cautelare, “hanno dimenticato” di fare cenno, nella domanda per l’accesso al reddito, ai loro problemi con la giustizia. Un terzo “ha dimenticato”, invece, di mettere nero su bianco, nella modulistica, che, nonostante non fosse lui sottoposta a misura cautelare, lo era un componente del suo nucleo famigliare.

C’è poi una quarta persona che, pur non omettendo dati, ne ha fornito uno che gli ha garantito il reddito di cittadinanza, ma che non corrisponde al vero: l’uomo, infatti, ha indicato che il suo periodo di permanenza e residenza in Italia era tale da poter chiedere e ottenere il sostegno al reddito. La norma prevede infatti una residenza nel nostro paese da almeno dieci anni e due mesi continuativi, per poter contare sul sostegno economico e nonostante l’uomo il requisito “di residenza” non ce l’avesse perché era rientrato da poco dall’estero, lo ha dichiarato. E si è assicurato il reddito. L’ottiene lui e, come lui, lo ottengono anche le altre tre persone. Tutti e quattro complessivamente – calcolano i carabinieri che hanno scoperto le false dichiarazioni – incassano 17mila euro fino a quando rimangono appunto nella rete dei controlli.

Il nucleo ispettorato del lavoro dei carabinieri svolge, infatti, una serie di accertamenti, sia a Massa, sia a Carrara, su chi percepisce il reddito di cittadinanza.

In collaborazione con le stazioni dei carabinieri sul territorio, l’ispettorato ha accertato le false dichiarazione delle quattro persone che stavano percependo il reddito senza averne diretto.

Per tutti e quattro, quindi, sono scattate le denunce in stato di libertà per aver dichiarato, appunto, situazioni e dati non rispondenti al vero nelle autocertificazioni trasmesse agli enti ai fini della concessione del reddito di cittadinanza ed essersi assicurati 17mila euro complessivi a cui non avevano diritto..

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